Diesel, perché si utilizza l’additivo Adblue nelle Euro 6? Ci sono rischi?

Caro Salvagente

vorrei chiedervi di fare chiarezza sull’ additivo AdBlue che si mette nelle auto euro6. Il liquido è composto per il 70% da acqua e il restante da urea. A cosa serve? A me la cosa non convince affatto… Grazie

Guido Buratti

 

Caro Guido abbiamo chiesto lumi a Enrico De Vita, ingegnere e giornalista, grande esperto del settore automobilistico con un occhio sempre vigile a tutela degli utenti. Ecco cosa ci ha risposto:

L’additivo serve a trasformare gli ossidi di azoto (NOx) in azoto e ossigeno. Con l’additivo AdBlue possiamo dire, tuttavia, che l’Europa e il mercato automobilistico del Vecchio Continente si sono dati la zappa sui piedi. Nel 2008, quando Mercedes decise di incrementare l’esportazione dei diesel negli Usa, dovette assecondare i limiti degli NOx gli ossidi di azoto, un blando inquinante più che innocuo per l’uomo che tuttavia negli Stati Uniti hanno limiti più restrittivi di quelli europei. Per ridurre l’emissione di NOx Mercedes ha adottato un sistema, l’SCR, che “abbatte” gli ossidi di azoto attraverso l’urea, che si trasforma dapprima in ammoniaca e poi libera l’idrogeno che serve a ottenere acqua e azoto dagli NOx. Con le attuali norme Euro 6 anche in Europa si è generalizzato l’impego del catalizzatore SCR e da qui l’uso di additivi a base di urea come l’AdBlue.

Tuttavia, la soluzione nasconde due problemi non da poco. L’SCR ha un costo molto elevato per i fabbricanti, e di fatto non rende più convenienti produrre piccoli diesel, sotto i 1.600 di cilindrata. Secondo problema: per l’automobilista, il rifornimento di urea comporta un discreto incremento dei costi di esercizio e anche un notevole disagio quando il relativo serbatoio è a corto di liquido e non si rabbocca in tempo l’additivo.

L’impiego di urea può presentare delle criticità nella durata del catalizzatore stesso: per funzionare – ovvero per ridurre l’emissione di NOx – l’SCR ha bisogno di urea, ma a lungo andare questo additivo nuoce alla integrità del dispositivo. La domanda sorge spontanea: ma per assecondare i requisiti statunitensi per un inquinante non nocivo per l’uomo, si possono creare tutti questi disagi? La risposta mi pare ovvia.