Le truffe informatiche di Natale? Attenti a gift card e notifiche sullo stato di consegna

Occhio alle gift card (il buono regalo) false. Sono queste secondo un’analisi pubblicata dall’autorevole CorCom le protagoniste delle truffe che di qui a fine anno delle truffe informatiche. Il portale diretto da Gildo Campesato ha sentito Dimension Data, società specializzata nell’affiancare le aziende nel loro percorso di trasformazione digitale, che ha fatto il punto delle trappole studiate proprio per il periodo di Natale.

“Con l’aumento dell’adozione di molteplici dispositivi – cellulari, tablet, laptop e PC – lo shopping online è diventato più accessibile e conveniente – spiega la società in una nota – Se a questo si aggiunge il fatto che più paesi dispongono di maggiore larghezza di banda rispetto al passato, non sorprende che il 2017 sarà l’anno peggiore in termini di numero di crimini informatici che si verificheranno durante le imminenti festività”

“Nelle prossime sei settimane – afferma Mark Thomas, security strategist di Dimension Data – assisteremo a un incremento delle campagne di email phishing, attacchi ransomware, trojans bancari, così come alla nascita di siti web fraudolenti che promuovono offerte speciali come pacchetti vacanze scontati. Le gift card false, che potrebbero portare gli utenti verso siti non sicuri o a scaricare file dannosi per i propri dispositivi, diventeranno sempre più diffuse”

Tra le nuove minacce segnalate da Dimension Data anche le notifiche fasulle sullo stato di consegna delle spedizioni, pensate per invogliare a cliccare su link malevoli, offerte speciali indesiderate e false ricevute per acquisti online che richiedono l’apertura di allegati contenenti ransomware..

Due gli obiettivi che guidano le attività degli hacker in questo periodo dell’anno: la ricerca dei dati delle carte di credito, e le informazioni sull’identità personale, come user name, password e informazioni contenute sui siti visitati regolarmente. “Se un cyber criminale riesce ad accedere alle credenziali personali – sottolinea Mark Thomas – potrà utilizzarle su molteplici siti e piattaforme spacciandosi per l’utente frodato”.