Extravergine, l’allarme dei coltivatori: “Olio italiano a rischio svendita”

L’annata è buona, la resa delle olive ottima e qualità del nuovo extravergine si preannuncia eccellette. Ma, come abbiamo scritto qualche giorno fa, sale la tensione sui prezzi dell’olio italiano, tanto che l’Unasco, il Consorzio italiano dei coltivatori e produttori olivicoli, denuncia speculazioni in atto sui prezzi di acquisto da parte degli imbottigliatori internazionali con “eccessi di ribasso” che minacciano di “svendere l’etravergine italiano”.

Prezzi stracciati e speculazione in atto

“Quel che sta accadendo in queste settimane – spiega in una nota Luigi Canino, presidente dell’Unasco – è che players internazionali propongono agli olivicoltori l’acquisto di olio extravergine di oliva di alta qualità a un prezzo che non copre nemmeno il costo di produzione, facendo leva sulla disperazione dei produttori, reduci da anni di crisi del settore”.

“Serve applicare il Piano olivicolo nazionale”

L’Unasco punta il dito contro il governo e il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina: “C’è una sottovalutazione del problema da parte del governo – prosegue Canino – che non ha dato ancora attuazione al Piano olivicolo nazionale, atteso da anni da tutta la filiera, varato già nel mese di marzo 2016, ma ancora inapplicato. In particolare, la mancata attuazione dei percorsi per un accesso al credito e di strumenti di tutela per la produzione, espongono gli olivicoltori all’essere strozzati dalla sofferenza economica e ad essere così esposti a proposte di acquisto dell’olio al di sotto delle sole spese di produzione”.