Iva sul latte vegetale, anche Legambiente chiede di abbassarla

Dieci proposte per valorizzare l’economia tra cui un abbassamento dell’Iva sulle bevande vegetali, come già chiedeva Il Salvagente con questa petizione. Legambiente ha messo nero su bianco alcuni suggerimenti indirizzati al governo di cui auspica l’inserimento nella legge di Bilancio.

Diverse fiscalità a seconda del prodotto

L’economia circolare è la direzione oggi imprescindibile per ridurre il consumo di materie prime e risorse  naturali, promuoverne l’uso efficiente e sostenibile, aumentarne la competitività dei nostri sistemi  produttivi”, spiega Legambiente nel documento “Il clima non può aspettare“. Tra l’altro, si tratterebbe di importare nel nostro paese una fiscalità agevolate per alcune categorie di prodotti che altrove già è realtà. La Svezia, ad esempio, ha ridotto di oltre il 50% l’Iva di indumenti, biciclette, frigoriferi e lavatrici e i consumatori potranno chiedere il rimborso dell’imposta sul reddito dovuta sulla persona che svolge il lavoro. Questi incentivi mirano a ridurre l’impatto ambientale degli articoli acquistati dagli svedesi e di spingere l’industria delle riparazioni, ad alto tasso di lavoro interno, e ridurre l’inquinamento legato alla  produzione industriale.

Iva al 4% sulle bevande vegetali

Oggi  l’Iva su beni e prodotti è articolata fra il 4% e il 22% ma “non prevede di differenziare tra i diversi impatti e cicli realizzativi, e dunque di premiare attraverso la fiscalità i beni e i prodotti che hanno un più basso impatto sull’ambiente”.

Un esempio è l’Iva sulle bevande vegetali, ossia prodotte da riso, soia, farro, miglio o avena, alimenti comuni per persone intolleranti al lattosio o che soffrono di celiachia.  “L’assurdità è che l’Iva su questi latti è al 22% mentre quella sul latte di origine animale destinato alla vendita diretta al consumatore finale è al 4%”, spiega Legambiente. Altro esempio è quello del pellet di legno, combustibile di origine naturale utilizzato da oltre due milioni di famiglie italiane per riscaldarsi; fra queste  più della metà lo impiega come fonte di riscaldamento unica o prevalente. Dal 2015 l’Iva per la cessione del pellet è stata aumenta dal 10 al 22%, facendo diventare l’Italia il Paese in Europa che applica l’aliquota più elevata.

La nostra petizione

L’abbassamento dell’aliquota per le bevande vegetali è stata oggetto di una petizione lanciata dal nostro mensile che, sostenuta da molte realtà, è stata già firmata da quasi 18mila persone. Si tratterebbe di colmare un vuoto di tutele: malattie genetiche come la galattosemia e forme acute di allergie alle proteine del latte, che causano seri disturbi, anche nella primissima infanzia, come vomito, nausea, diarrea fino allo choc anafilattico, non vengono considerate nel nostro paese con la stessa attenzione di altre patologie come la celiachia, per la quale lo Stato prevede un contributo mensile a sostegno degli acquisti per le persone che ne soffrono.