Bollette a 28 giorni, Agcom diffida Sky. Tim ci ripensa?

L’Agcom, Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha deciso di diffidare Sky Italia in relazione alla decisione di fatturare a partire dal primo ottobre ogni 4 settimane e non più su base mensile, chiedendo una completa informativa agli utenti, anche sull’esercizio del diritto di recesso. Una pratica che secondo la stessa Authority ha fruttato alle principali compagnie telefoniche – Tim, Vodafone, WindTre – ben 1,19 miliardi di euro in più in un solo anno caricando sui consumatori l’8,6% di aumento sulle fatturazioni. E mentre il governo intende promuovere un provvedimento per bloccare la bolletta ogni 28 giorni, si apprende che l’amministratore delegato di Telecom Italia, Amos Genish, si sarebbe impegnato con il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda a porre fine alla pratica delle “4 settimane” facendosi portavoce all’interno di Asstel, l’associazione di categoria degli operatori telefonici, di una soluzione condivisa.

Ci si può fidare o è solo un modo per ammorbidire la stretta?

Sarà vero? Il tentativo delle compagnie forse è quello di “sminare” il progetto di legge del Pd che prevede, oltre al divieto delle bollette ogni 4 settimane, anche una serie di rimborsi per gli utenti che hanno subito l’aggravio economico in questi mesi.

E se Massimo Dona dell’Unc plaude all’iniziativa dell’Agcom contro Sky – “Bene, è un primo passo. Ci sono abbonati che ad oggi non sanno ancora di aver subito un rialzo dell’8,63%. È inaccettabile!” – dal canto suo anche l’Authority con il commissarrio Posteraro si è espressa per chiedere un inasprimento le sanzioni contro i gestori che fatturano ogni 28 giorni. In attesa di capire se, la proposta di legge presentata dal Pd che prevede lo stop per legge della fatturazione ogni 4 settimane e il rimborso ai clienti per i rincari “mascherati” subiti, veda la luce nella legge di Stabilità o prima nel decreto collegato.