Multe le spese di notifica non fanno parte della sanzione

Le spese di notifica? Non fanno parte, come stabilisce il codice della strada, della sanzione amministrativa. A far definitiva – si spera – chiarezza la sentenza di un giudice di pace di Milano in un giudizio che ha visto contrapposti il Comune di Milano e Automoto.it, portale di riferimento in Italia per gli automobilisti.

Scrive il giudice di pace Umberto Dario Liuzzi nella sentenza passata in giudicato perché  l’amministrazione presieduta da Beppe Sala non ha opposto l’appello: “In conseguenza del pagamento della sanzione in misura ridotta l’obbligazione derivante dalla contravvenzione amministrativa è comunque estinta, perché occorre procedere alla differenziazione che il legislatore ha evidenziato tra importo della sanzione e spese del procedimento“.

Se manca il bollettino…

Andiamo con ordine per capire cosa è successo, mettendoci innanzitutto nei panni di un automobilista che, ricevuta una multa, la paga entro 5 giorni ovvero in misura ridotta del 30%. Qualora nella sanzione non è accluso il bollettino precompilato (che in genere contiene già le spese di notifica) e l’automobilista paga l’importo “scontato” non versando però gli oneri del procedimento rischia che questa cifra gli venga prima contestata (con avviso bonario) e poi può diventare esecutiva la richiesta mediante cartella esattoriale con una notevole lievitazione dell’importo. “Lo stesso rischio – precisa l’ingegner Enrico De Vita, esperto del settore ed editorialista di Automoto.it, che per il portale ha seguito tutto il contenzioso – lo corre ad esempio chi non versa i pochi centesimi dopo la virgola”. Ora in soccorso però interviene la sentenza “rivoluzionaria” di Milano: “Il giudice ha riconosciuto che le spese di notifica, come prevede il codice della strada, non fanno parte della sanzione amministrativa: se l’automobilista soddisfa l’importo della multa è in regola“.

“Il Comune non fa appello”

Ci sono voluti tanti anni per far valere queste ragioni e confutare “un’arbitraria interpretazione del codice della strada che considerava gli oneri sostenuti dal comune per il procedimento come parte integrante della sanzione”. Si obietterà: la sentenza del giudice di pace non fa giurisprudenza. “Vero – ribatte De Vita – ma come mai dopo anni di giudizio e dopo aver ingaggiato ben 4 avvocati – costati chissà quanto ai cittadini milanesi, pur sapendo che le nostre ragioni erano fondate – il Comune di Milano non ha presentato l’appello? La speranza e che d’ora in poi cessino certi comportamenti vessatori contro gli automobilisti”.

Un’altra domanda: questo principio si applica solo a chi paga entro i 5 giorni in misura ridotta? “No – precisa l’esperto – è un principio che vale sempre ed è il codice ha prevederlo”.

Cosa prevede il codice

Il codice stabilisce che ogni violazione al Codice comporta una “sanzione pecuniaria amministrativa”, così definita, il cui importo è specificato fino al centesimo nel Codice, senza alcun riferimento alle spese di notifica, che i Comuni possono richiedere a parte. E ancora: al comma 4 dell’articolo 201 stabilisce: “Le spese di accertamento e di notificazione sono poste a carico di chi è tenuto al pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria”. Appare pertanto chiara – spiegano da Automoto.it – la differenziazione fra i termini “sanzione” e “spese di notificazione”.

La cronistoria

Nel gennaio 2014 il direttore di Automoto.it riceve due verbali – senza alcun bollettino precompilato – che paga entro i 5 giorni, usufruendo dello sconto del 30%, ma senza ricalcolare l’importo aggiunto delle spese di notifica. Nell’agosto 2015 il Comune di Milano gli invia un sollecito di pagamento chiamato ‘avviso bonario’ che nega al cittadino di poter fare ricorso, come segue: “Il presente avviso è un atto informativo, e pertanto non è impugnabile. Per la presentazione di opposizione è necessario attendere la notifica dell’ingiunzione che verrà emessa nel caso in cui il presente avviso non fosse pagato”. Il portale riisponde al Comune di Milano contestando la sua interpretazione. Nel settembren 2016 il comune invia un’ingiunzione di pagamento per un importo ancora più lievitato, che esordisce – contraddicendo ciò che affermava il precedente avviso bonario – in questo modo: “Premesso che risultano notificati e non impugnati i seguenti atti per violazione delle norme del Codice della Strada…”.

Per cercare una soluzione Automoto chiede un un incontro e il Comune di Milano risponde perentorio che la sanzione maggiorata va pagata, ammettendo però che i verbali sono stati pagati entro 5 giorni, che l’importo pagato è quello della vera sanzione amministrativa scontata al 30% e anche che quelle che mancano sono le spese di notifica ma, cosa più grave, che esse “costituiscono parte integrante del suddetto verbale“.

Nell’ottobre 2016 il portale ricorre al giudice di pace che il 29 aprile 2017condanna” il Comune di Milano e dà ragione ad Automoto.it: gli automobilisti ringraziano.