Mutilazioni e agonia, le sofferenze dei suini in batteria

Una mostra fotografica al Parlamento europeo per richiamare l’attenzione delle istituzioni sulle pessime condizioni in cui sono allevati i suini in batteria. Ad organizzarla, nell’ambito della campagna #ENDPIGPAIN, è Eurogroup for Animals. In contemporanea, tre visori mostreranno un esclusivo filmato realizzato da LAV con tecnologia  in realtà virtuale a 360°, al quale ha prestato la sua voce la deejay e conduttrice radiofonica Kris Reichert, da anni al fianco di LAV in tante battaglie dalla parte degli animali. (continua dopo il video)

 

“Per gli Europarlamentari sarà come essere realmente all’interno di un allevamento di maiali: potranno vedere le condizioni di vita di questi animali e le terribili mutilazioni a cui sono sottoposti – afferma Roberto Bennati, vice presidente LAV, associazione aderente ad Eurogroup for Animals e promotrice della campagna in esclusiva per l’Italia, che ha filmato le immagini in realtà virtuale nel corso delle sue investigazioni sotto copertura – Si tratta di aspetti che riguardano tutti i cittadini, perché il modo in cui trattiamo gli animali ha conseguenze sulla loro esistenza ma anche implicazioni sulla nostra alimentazione, sulla nostra salute e sulla nostra coscienza.”

 Sono milioni i maiali allevati in condizioni drammatiche. Secondo il Censimento Agricoltura ISTAT nel 2010 in Italia il 77% dei suini era allevato in stabilimenti con più di 2.000 animali: oltre 7 milioni di suini in soli 1.187 stabilimenti, più della metà dei quali in Lombardia, con oltre l’84% dell’intera popolazione concentrato in Lombardia, Emilia-Romagna, Piemonte e Veneto. La LAV ha stimato che dall’entrata in vigore della nuova norma sull’allevamento dei suini siano oltre 2.8 miliardi gli animali che hanno subìto la mozzatura della coda, illegalmente. Secondo la Direttiva Europea CE 120/2008, che conferma una precedente Direttiva entrata in vigore nel 2003, la mozzatura della coda in maniera routinaria è vietata. La norma prevede una deroga nei casi di presenza di morsicature delle code in uno specifico allevamento, ma solo se tutte le altre misure di prevenzione non abbiano avuto effetti. Nell’applicazione pratica della norma si riscontra il taglio routinario della coda e la mancanza di misure di prevenzione.