Monsanto papers, nuove verità nascoste: “RoundUp non è cancerogeno? Non abbiamo prove”

Non puoi dire che Roundup non è un cancerogenonon abbiamo fatto i test necessari sulla formulazione per fare quella dichiarazione“. Lo scrive un’esperta della Monsanto, Donna Farmer, tossicologa in vertici apicali del gruppo, assunta dal big dei pesticidi nel 1991, in una mail indirizzata a una collega. La rivelazione è contenuta nella seconda tranche di documenti legati allo scandalo Monsanto papers, pubblicati ieri negli Usa sul sito dello studio legale Baum Hedlund Aristei Goldman. Gli avvocati stanno assistendo diversi clienti, familiari o parenti di persone che avrebbero contratto il linfoma non-Hodgkin entrando in contatto con il RoundUp il pesticida più usato al mondo a base di glifosato.

Più di 100 di queste cause sono state avviate in tribunali multidistrettuali presso la corte federale di San Francisco (California), mentre altre cause simili sono in corso in altri tribunali statali nel Missouri, nel Delaware, in Arizona. Nel processo principale che si tiene nello stato californiano, il giudice Vince Chhabria, ha autorizzato la pubblicazione di nuove 700 pagine che si aggiungono ai documenti che formano i cosiddetti Monsanto papers.

“Non abbiamo le prove per dire che è sicuro”

La rivelazione più scoccante di questa nuova tornata di “carte desecretate” è senza dubbio le mail nelle quali gli esperti della Monsanto dichiarano che non hanno dati scientifici per affermare che il glifosato non sia cancerogeno. Oltre a questo dai documenti emergono conferme alle pratiche di ricerca discutibili messe in atto dal big del biotech; i legami intimi con un funzionario superiore nell’Agenzia per la protezione dell’ambiente statunitense (Epa) e le conferme che Monsanto potrebbe avere impiegato “ghostwriter” ovvero esperti pagati per scrivere studi di ricerca che sembravano indipendenti dall’azienda. 

“Il RoundUp più tossico di altri erbicidi”

Le rivelazioni contenuti in questi nuovi documenti hanno indotto l’Epa ad aprire un’inchiesta interna sulla possibile collusione tra la Monsanto e gli esperti dell’autorità pubblica di controllo. 

Nel frattempo i ricorrenti nelle cause legali sostengono che la combinazione di glifosato con determinati tensioattivi utilizzati nei prodotti Roundup di Monsanto è ancora più tossica del solo glifosato e Monsanto ha cercato di coprire tali informazioni.