Miti alimentari, il libro di 100 pagine per chi non vuole bersele tutte…

“Il gluten free è utile ai non celiaci” “Il microonde è pericoloso” “La frutta secca aiuta l’intestino” “Il pompelmo fa dimagrire”…
Nei confronti dell’alimentazione ognuno difende le proprie convinzioni certo che si tratti
di verità incontestabili. Ma lo sono davvero?

Il libro di 100 pagine Miti alimentari è in vendita nel nostro negozio web a 25 euro (spese di spedizione incluse). Per gli abbonati al Salvagente il costo promozionale è di 9.90 euro. Chi si abbona al Salvagente ha la possibilità di sceglierlo (assieme a 4 guide antitruffa) e riceverlo gratuitamente a casa.

 

Il Salvagente ha deciso di dedicare proprio a queste “certezze” un libro di 100 pagine, Miti Alimentari. Un volume diviso in quattro capitoli – “In cucina“, “Cibo e salute“, “Dai detti alle favole“, “Nel cuore degli alimenti” – che affronta molte delle domande che ognuno di noi si pone di fronte a un cibo. Lo fa non con il tono pedante spesso utilizzato da chi conosce la materia, ma con grazia, ironia, leggerezza ma sempre con basi scientifiche che giustificano il vero o il falso di ogni affermazione riportata.

Miti Alimentari è a cura di Alberto Riteni, docente di Chimica degli Alimenti all’Università Federico II di Napoli e Riccardo Quintili, direttore del mensile il Salvagente.

Qui anticipiamo la prefazione del nostro direttore.

 

Il buon antivirus alla pigrizia mentale

Alberto Ritieni è quanto di più vicino al modello di giornalista ideale io abbia incontrato. Critico e curioso sperimentatore, mai soddisfatto delle apparenze, sempre pronto a porsi e a porti domande, mai soddisfatto di risposte preconfezionate. Le sue telefonate, come le lezioni, le conferenze o i convegni a cui ho avuto il piacere di assistere sono fonti inesauribili di spunti per articoli, inchieste, approfondimenti. È anche un appassionato scrittore, ama intervenire sui temi che lo colpiscono con posizioni che fanno riflettere, argomentazioni mai banali, sempre in grado di produrre reazioni.
Alberto è, però, soprattutto un profondo conoscitore delle tematiche alimentari, uno dei maggiori esperti italiani di micotossine. Oggi insegna Chimica degli alimenti all’Università Federico II di Napoli. Con il Salvagente, tanto per fare pochi esempi, ha scoperchiato in tempi in cui nessuno se ne occupava, il tema dei prodotti per i bambini contaminati da micotossine. Sempre con il nostro giornale si è occupato – senza guerre ideologiche, ma con l’approccio analitico e scientifico che lo contraddistingue – del problema dei contaminanti di processo nell’olio di palma. Ed è stato felicissimo, così come noi del resto, quando gli abbiamo proposto una rubrica settimanale sulle nostre pagine web che affrontasse i “Miti alimentari”.
Un filone quantomai attuale, in un’epoca in cui tutti – sul web, in televisione, sui giornali – si improvvisano commentatori ed esperti d’alimentazione. E decisamente delicato per un giornale, come il Salvagente, che proprio sull’informazione alimentare e sulla critica “oggettiva” ai prodotti ha innestato la sua storia, passata e presente. L’obiettivo della rubrica, nata quasi per scherzo e diventata subito popolarissima è analizzare le convinzioni comuni sui cibi, quelle dettate da vecchi detti o dall’ossessiva ricerca di supercibi, protagonisti miracolosi di una dieta salvifica, che tanto spopolano sul web.
Logico, dunque, che i nostri lettori abbiano da subito apprezzato i contenuti scientifici e lo stile leggero, ironico ed estremamente gradevole degli appuntamenti che ogni giovedì si ripetono su ilSalvagente.it. Spingendoci a riproporli, da prima in una delle guide pocket dei mesi scorsi e poi in questo libro.
Pagine, ne sono certo, che vi accompagneranno a lungo, vi faranno sorridere spesso e costantemente vi daranno materiale su cui riflettere. E, magari, accenderanno quel briciolo di contagiosa curiosità che fa la differenza tra un consumatore pronto a bersi i messaggi che arrivano dalla pubblicità (o gli allarmi che finiscono sul web, non sempre, purtroppo, in maniera disinteressata) e un consumatore critico.
Buona lettura e… buon appetito!