Come usare il cellulare senza pericolo. Il nostro vero e falso

Il Tribunale di Ivrea ha condannato l’Inail a corrispondere una rendita vitalizia da malattia professionale ad un dipendente Telecom cui è stato diagnosticato un tumore dopo che per 15 anni ha usato il cellulare per più di tre ore al giorno senza protezioni. Roberto Romeo si è ammalato di un neurinoma causato – così hanno stabilito i giudici dando credito alla relazione di Angelo Levis, docente all’Università di Padova – dall’uso intensivo del telefono cellulare. I risultati – osserva Levis – delle indagini epidemiologiche caso-controllo, delle pooled analyses e delle metaanalisi di Hardell e di altri autori, comprese quelle di chi scrive, non lasciano dubbi circa l’esistenza di un rapporto causa-effetto tra esposizione abituale e per lungo tempo ai telefoni mobili (Tm – cellulari e cordless, analogici e digitali) e rischio – almeno raddoppiato e statisticamente significativo al 95% di probabilità – di tumori ipsilaterali alla testa: gliomi cerebrali, meningiomi e neurinomi acustici. Dopo questa sentenza – sostengono gli avvocati Ambrosio e Commodo cui si deve la vittoria giudiziale – la popolazione deve essere avvisata perché basta, ad esempio, usare il telefono con l’auricolare o a una certa distanza per poter abbassare i rischi.

Il vero e il falso sull’uso dei telefoni cellulari

E’ possibile avere un’idea delle emissioni dei telefoni cellulari

VERO. Il valore SAR – che le aziende sono obbligate a rendere noto – rappresenta il livello di assorbimento delle radiazioni emesse da un apparecchio e si esprime in watt per kg. In pratica una misura quante emissioni “invadono” il nostro corpo.

Esiste un valore massimo previsto  dalla legge per i cellulari

VERO. Il valore massimo per la legge italiana è 2 watt per chilogrammo (pari a circa 10 cm di tessuto cutaneo), più stringente quello previsto invece dalle norme statunitensi: 1,6 watt per chilogrammo. Al di là dei limiti imposti ai produttori, è evidente che più è basso questo valore meglio è.

Scegliere un telefono cellulare con il valore SAR più basso ci mette al riparo dai rischi

FALSO. Un buon comportamento sarebbe quello di tenere il cellulare a 40 centimetri dal corpo, a prescindere dallo smartphone posseduto, così non si assorbirebbero radiazioni.

Attendere per il collegamento della chiamata prima di metterlo all’orecchio diminuisce l’assorbimento delle radiazioni

VERO. I telefoni cellulari emettono più radiazioni quando provano a connettersi alle torri cellulari (ponti radio).

La qualità del segnale non incide sulla quantità di radiazioni

FALSO. Le emissioni del telefonino si riducono fortemente se il segnale è potente, quindi è sempre meglio fare telefonate dove c’è un ottimo segnale o il telefonino cercherà di supplire a questa mancanza irradiandovi maggiormente.

L’uso in macchina e treno fa aumentare di molto le emissioni

VERO. Il movimento incrementa la ricerca della rete da parte del telefono.

Solo i cellulari emettono radiazioni

FALSO. Emettono radiazioni tutti gli apparecchi wi-fi. Ad esempio un router wi-fi della Netgear (casa proprietaria di numerosi marchi di fabbrica) ha un SAR di 1,4 watt/kg; l’iPad della Apple ha un SAR pari a 0,96. Tuttavia, per questi dispositivi non c’è l’obbligo per le aziende di comunicare i valori SAR.