Francia, il bromo avvelena la plastica riciclata. E finisce nei giocattoli

In Francia, la filiera del riciclo della plastica è inquinata. E  in particolare il bromo finisce un po’ dappertutto: nei giocattoli, negli utensili elettrici, negli impianti di illuminazione e soprattutto nei grandi elettrodomestici, come i frigoriferi. Con un rischio per l’ambiente e la salute umana molto alto.

Ad affermarlo sono stati alcuni esperti del settore del trattamento dei rifiuti dopo aver letto i risultati di uno studio commissionato dal ministero dell’Ambiente e redatto dall’Istituto nazionale dell’ambiente industriale e dei rischi (Ineris).

La relazione tecnica di 34 pagine, pubblicata on line lo scorso 20 marzo, ha un titolo asettico “Ordinamento e classificazione delle materie plastiche da apparecchiature elettriche ed elettroniche”, ma un contenuto davvero esplosivo in grado di far scoppiare uno scandalo senza precedenti oltralpe, dato che – come dichiarato al quotidiano francese Le Monde da uno degli esperti che l’ha analizzata  – “tutto il settore delle materie plastiche è stato avvelenato da bromo”.

BROMO NEI GIOCHI E NEGLI ELETTRODOMESTICI

In pratica, il bromo – considerato finora presente solo negli schermi e nei piccoli apparecchi elettronici – è stato rinvenuto un po’ ovunque, compresi – come detto – giocattoli e grandi elettrodomestici.
In dettaglio, secondo lo studio dell’Ineris, circa il 39% dei dispositivi elettrici o elettronici contiene bromo in tutte le sue parti in plastica, mentre il 46% almeno in una. Solo il 15% non ne contiene affatto.

SMALTIMENTO NEGLI INCENERITORI

Il problema è che le plastiche contenenti bromo sono pericolose per la salute umana e classificate come “inquinanti organici persistenti”. Per questo motivo, già nel 2006 una direttiva europea ne ha vietato lo smaltimento insieme con le altre plastiche, mentre nel 2015 il Comitato europeo per la standardizzazione elettrotecnica (CENELEC) ha integrato la normativa indicando la soglia oltre la quale la plastica può dirsi “bromurata” e deve essere quindi trattata specificatamente: 2 g di bromo al chilo, o 2000 parti per milione (ppm).
Le plastiche che superano questa soglia relativa alla presenza di bromo devono essere trattate negli inceneritori per i prodotti pericolosi.

L’ALLARME LANCIATO DALLA ONG “CHEM TRUST”

Appena poco più di un mese fa, un allarme sui ritardanti di fiamma bromurati (PBDE) è stato lanciato da una ong ambientalista britannica, la Chem Trust, che ha scoperto come queste sostanze, usate per i dispositivi elettronici, finiscano irrimediabilmente nei giochi attraverso il riciclo della plastica: tracce di due ritardanti di fiamma bromurati, sospettati di provocare alterazioni ormonali e ritardi nello sviluppo psico-motorio dei bambini, sono stati trovati infatti nella plastica del 43% dei giochi esaminati nel corso della ricerca della ong.