L’Altra Italia: l’Ostello del parco del Barro dove l’eticità paga

Ha aperto la sua attività nel 2013 e continua ad essere in crescita. E la più grossa soddisfazione, per chi si è cimentato in questa impresa, è accorgersi che si può essere ecosostenibili ed etici, dare lavoro e riuscire anche a reinvestire in progetti che siano sulla stessa lunghezza d’onda.

È ciò che sta succedendo all’Ostello del parco del Barro, in provincia di Lecco, a 25 minuti dal lago di Como, nelle prime montagne che si affacciano dalla pianura Padana, gestito dal 2013 da Legambiente – primo caso in Italia in cui l’associazione ha in gestione un’attività simile – che nell’autunno del 2016 ha ottenuto di guidarla per altri nove anni: “Un tempo importante, che può permettere di attivare una progettualità sostanziosa”, sottolinea Alessio Dossi dell’ostello, un luogo etico e accogliente con  sede nell’antico eremo, ristrutturato dall’Ente parco e poi consegnato a Legambiente.

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Il panorama che si gode dall’Ostello del Parco del Barro

PICCOLO MA UNICO

“Si tratta di un parco che per dimensioni è il più piccolo della Lombardia ma è quello maggiormente ricco per biodiversità; inoltre al suo interno è conservato il più importante scavo archeologico di epoca gota d’Italia”. Un gioiello, insomma, inserito in un paesaggio affacciato sui laghi briantei, che contribuiscono al fascino che il luogo trasmette.

L’ostello è stato realizzato con tutti i crismi dell’ecosostenibilità, intende essere un esempio e un modello attraverso il quale dimostrare come le pratiche sostenibili non siano in contrasto con il fare economia. Tutti gli arredi sono stati auto-costruiti con materiali di riuso, dalla reception realizzate con i pallet ai pouf fatti con gli oltre 200 pneumatici recuperati nei fondali del lago e il risparmio energetico è stato un faro nella realizzazione dell’ostello. Fin da subito, poi, sono stati attivati progetti, più o meno grandi, che fossero diretti sempre nella stessa direzione: “Al nostro interno abbiamo istituito quello che abbiamo chiamato ‘honesty bar’: una specie di macchinetta che eroga caffè e altro come quelle che si incontrano un po’ ovunque, ma dove puoi prendere quello che vuoi e solamente dopo lasciare la cifra ritieni equa”.

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Tutto questo è l’ostello del parco del monte Barro, che in realtà è anche un albergo: “Abbiamo due sezioni, quella adibita ad ostello e quella ad albergo con il bagno in camera”, spiega Dossi. “Da noi vengono grossi gruppi perché abbiamo anche spazi polifunzionali per congressi e convention molto grandi, ma anche famiglie”.

OPERAZIONE PAGA QUANTO VUOI

I prezzi sono abbordabili e i gestori, tuttavia, si sono inventati anche un progetto interessante lanciato lo scorso febbraio: Paga quanto vuoi. “Per il mese di febbraio abbiamo deciso di far scegliere agli ospiti cosa pagare per il loro soggiorno: o l’80% della quota prevista o il 100% o addirittura il 120%, e abbiamo comunicato che quella cifra in più sarebbe stata destinata ad ulteriori progetti. Così con il ricavato abbiamo cercato di promuovere economicamente di più la nostra attività sui social – con attività di sponsorizzazione – e siamo riusciti a stampare migliaia di volantini da destinare alla raccolta firme europea lanciata dalla rete ‘People 4 soil’ per chiedere al Parlamento europeo di lavorare ad una normativa sul suolo”, spiega ancora Dossi, che aggiunge: “Quello che ci interessava era dare un segnale concreto e in qualche modo sfidare i nostri clienti, perché tutto questo il nostro progetto, in fondo, ha il valore di una sfida”.

La reception dell’ostello

Per adesso i fatti dimostrano che agire in questo modo paga: “Con il progetto ‘Paga quanto vuoi’ abbiamo incrementato le presenze del 23% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente e sono raddoppiate le prenotazioni unitarie”. Insieme all’ostello, il gruppo – composto di tre dipendenti a tutti gli effetti e alcuni collaboratori regolarmente retribuiti  – gestisce anche l’orto sinergico dove vengono ospitate attività didattiche rivolte principalmente alle scuole. Esiste poi una forte sinergia con il ristorante Eremo di Monte Barro, dove vengono preparati piatti lombardi realizzati con i prodotti locali. E, proprio questa sinergia è esempio di ciò che i gestori dell’ostello stanno progettando di fare nei prossimi anni: “Stiamo lavorando alla costruzione di una vera e propria cittadella della sostenibilità del monte Barro, di una mappa della sostenibilità territoriale che coinvolga le imprese del luogo, per metterle a sistema affinché si crei un circuito di turismo sostenibile: vogliamo dimostrare che, agendo in questo modo si può fare impresa, sostenersi economicamente, tenere i bilanci in pari e reinvestire nel rispetto dell’ambiente”, ci dice Dossi.