Interferenti endocrini, la Commissione europea non trova un accordo

La proposta della Commissione europea – che ha l’obiettivo di approvare nuovi criteri di identificazione degli interferenti endocrini – non è riuscita a portare a casa la maggioranza qualificata. E’ la terza volta che la bozza di riforma subisce una battuta di arresto: l’accusa principale è quella di essere un regalo alle multinazionali come Sygenta, Basff e Bayer.

Gli EDC sono sostanze o molecole chimiche dannose per la salute che agiscono sugli ormoni e sul sistema endocrino, degli uomini come degli animali. Sono presenti in diversi prodotti commerciali come ad esempio pesticidi, additivi alimentari, cosmetici. La votazione verte sugli EDC presenti in pesticidi e biocidi. La proposta di regolamentazione della Commissione europea è stata presentata lo scorso giugno e su di essa si sono abbattute una serie di rilievi di non poco conto. La Endocrine Society, in particolare, ha contestato la capacità di raggiungere l’obiettivo dichiarato, ovvero “proteggere il pubblico da queste sostanze chimiche pericolose”. Non solo. Altro terreno di scontro è la possibilità di deroga inserita nella bozza, che ammette l’eccezione in caso di “rischio trascurabile” invece di “esposizione trascurabile”. Una sottigliezza, che però richiede una quantità esorbitante di studi scientifici che comprovino l’esistenza di un rischio effettivo con probabilità altissime – risultato che difficilmente si riesce ad ottenere anche in altri studi, ad esempio quelli sulle sostanze cancerogene (che l’Ue però non ha difficoltà a vietare dal commercio). Infine, nella bozza mancherebbe una lista delle sostanze “sospette” come chiedono alcuni stati membri, tra cui la Francia.

La Francia è, infatti, il paese che guida il fronte dei contrari in cui ci sono anche la Svezia, l’Estonia, la Danimarca,  la Lettonia, la Slovenia e la Slovacchia. A favore della bozza attuale voterebbero diversi Stati: Germania (su cui si fa sentire il peso dei colossi Bayer e BASF), Belgio, Spagna, Croazia, Lussemburgo, Olanda, Austria, Portogallo, Romania e Finlandia. Il nostro paese è tra gli astenuti con Belgio, Repubblica Ceca, Grecia, Cipro, Ungheria, Malta, Polonia e Gran Bretagna.