La Lav aderisce alla petizione per abbassare l’Iva sul latte vegetale: “Scelta etica”

 

Anche la Lega anti-vivisezione aderisce alla petizione lanciata dal Salvagente su Change.org per far abbassare l’Iva sui cosiddetti latti vegetali dal 22 al 4%. Alla base della petizione una questione di giustizia nei confronti di chi è allergico o intollerante al latte vaccino, ma non solo. Con una lettera al direttore del mensile, Riccardo Quintili, la responsabile area veg di Lav, Paola Segurini, afferma: “Alla luce del mutato panorama delle preferenze alimentari degli Italiani, il contrasto tra l’Iva agevolata al 4% applicata al latte vaccino e di altri animali e l’Iva al 22% (la stessa che si impone ai beni di lusso) imposta sui ‘latti’ vegetali, quali le bevande a base di soia, mandorle, avena, riso, farro e simili risulta un’evidente incoerenza del mercato. I ‘latti’ vegetali sono ormai beni di consumo diffusi e il crescente apprezzamento che li caratterizza ci induce a lottare perché diventino una scelta anche etica alla portata di tutti”.

Crescono i consumatori veg

La Lav, che all’alimentazione vegani dedica anche il portale cambiamenu.it, sottolinea come indagini, come il Rapporto Italia di Eurispes, che ha visto triplicarsi il numero dei vegani, i quali si attestano al 3% della popolazione, corroborano una tendenza di mercato visibile da tutti “e sono ben chiaro segno di come aumenti la consapevolezza dello sfruttamento degli animali a tutti i livelli di produzione dei cibi, consapevolezza favorita dal lavoro costante – anche da parte della nostra Associazione – nell’informazione sulla realtà degli allevamenti e su ciò che si cela dietro alla produzione del latte”.

Come firmare

LAV sostiene la petizione de Il Salvagente, rimarcando come l’attuale regime d’imposizione dell’IVA favorisca i ‘produttori’ di latte vaccino e animale (che già godono di notevolissimi sussidi), discriminando gli agricoltori che si orientano sulla coltivazione di cereali e di legumi adatti ad essere trasformati in ‘latti’ vegetali.  Intanto la petizione si avvicina alla quota di 10mila firme a sostegno. Per supportarla è possibile sottoscriverla qui.