Oneri di sistema alle stelle: come aumentano le bollette elettriche

Egregio direttore,

sulle bollette Enel del 2017 non è cambiato solo il nome della intestazione della ditta fornitrice, ora si chiame Servizio Elettrico Nazionale, ma hanno aggiunto una nuova voce (parliamo delle bollette delle seconde case, per essere precisi), la nuova voce è: spesa per oneri di sistema.
Per un consumo di KW zero (periodo gennaio-febbraio 2017) l’importo da pagare è di 22,50 euro per una fornitura di KW 2,0 a bolletta.

Parliamo sempre di un contratto di servizio di maggior tutela.L’aumento se non erro è del 2.000 per cento di questa voce. Spero di essermi sbagliato ma penso che questa sia una triste realtà.

Alessandro Bonora
Preganziol – TV

Caro Alessandro,

innanzitutto complimenti per il suo spirito di osservazione. Lei non si è affatto sbagliato, l’aumento c’è stato ed è legato a una serie di cambiamenti che sono già avvenuti e che ancora si verificheranno nel campo dell’energia. Abbiamo chiesto a Valentina Masciari, responsabile del servizio utenze di Konsumer Italia di spiegarci cosat sta accadendo.

A partire dal 1° gennaio 2016 è entrata in vigore, più precisamente inizia, la riforma delle tariffe di rete e degli oneri generali di sistema per i consumatori domestici di energia elettrica; la riforma, che quindi si articolerà nel triennio 2016-2018, andrà  a regime con gradualità, ed è stata prevista dall’AEEG per  eliminare l’attuale struttura progressiva in base a scaglioni di consumo, di queste due componenti tariffarie.
Tale modifica interessa tanto gli utenti del mercato tutelato che su quelli che hanno scelto il mercato libero, la cosa invece cambia a seconda che si tratti di utenza “residente” o “non residente” .
Quest’anno, nel 2017, entra in vigore la seconda parte, cioè quella che dovrebbe incidere in modo più radicale sulla nuova struttura tariffaria.

Fine degli scaglioni: premiato chi consuma di più

Fino al 31/12/2015 ognuno di noi pagava i kWh in relazione al consumo annuo e il prezzo era legato a cinque scaglioni di consumo:  questa struttura di tariffazione tendeva a premiare chi consumava poco e a penalizzare chi  aveva consumi annui più elevati.

Con le nuove regole, viene prevista l’abolizione degli scaglioni che, non sarà istantanea ma graduale; nel 2016 gli scaglioni sono stati ridotti a tre, per quest’anno, cioè per il 2017, sono previsti solo due scaglioni cioè, chi consuma di più, e  chi consuma meno e, dal 2018 ci sarà l’eliminazione totale degli scaglioni.

In effetti però il 2017 ha portato un altro cambiamento: una tariffa unica per gli utenti domestici residenti, cambiamento  che, in teoria, sarebbe stato prevista per  tutelare maggiormente i consumatori.

La nuova tariffa TD

In pratica, sparisce la distinzione tra utenti residenti con potenza contrattuale fino a 3kw, quelli con la famosa tariffa D2 e utenti residenti con potenza superiore a 3 kW, quelli con la tariffa D3; quindi dal 2017 c’è un’unica tariffa, definita TD,  per le forniture di energia elettrica in abitazioni di residenza anagrafica.

Il nuovo sistema tariffario introduce quindi le seguenti novità rispetto il 2016: riduzione a due scaglioni di prezzo sul costo della componente materia prima e oneri di sistema ed eliminazione degli scaglioni per la componente “Trasporto e gestione del contatore”, sia per residenti che non residenti.

La quota per non residenti

Invece, sempre nel 2017 per gli utenti domestici non residenti si ha, in aggiunta, la seguente variazione: inserimento di una quota fissa di ben 135 euro annui a copertura degli oneri di sistema, quota non presente nelle tariffe quindi dei residenti.

Nello specifico, gli oneri di sistema, in sintesi, riguardano sussidi a beneficio di determinate attività, quali , ad esempio,  le  rinnovabili o supporto per la dismissione del nucleare.
Questo è l’aspetto che interessa il Sig. Bonora, che ha visto la sua fattura, anche se con consumi pari a zero, raddoppiare rispetto allo scorso anno, perché è stata inserita la sopra citata quota fissa solo per gli utenti non residenti.

Cambiare la potenza dei contatori

Infine, vengono introdotte più possibilità per chi vuole cambiare la potenza del contatore, in particolare: per il 2016 restano i classici tagli di potenza ma dal 2017 viene introdotta una maggiore  flessibilità e l’esercente è obbligato a rendere disponibile nuovi  tagli di potenza: sono previste variazioni di 0,5 kw per contatori con potenza fino a 6 kw, variazioni di 1 kw per contatori con potenza da 6 a 10 kw e variazioni da 5 kw per contatori con potenza da 10 a 30 kw.

Alla luce di quanto detto, viene favorita, in poche parole, quella che è chiamata l’elettrificazione dei consumi, perché l’eliminazione della progressività e lo spostamento degli oneri verso la parte fissa della fattura, è evidente che penalizza chi ha consumi più bassi e  spinge ad un maggior uso dell’energia elettrica a sfavore del gas o altri combustibili.
Viene anche da pensare, che si corre il serio rischio di disincentivare il ricorso alle energie rinnovabili e all’efficienza energetica oltre che aiutare economicamente chi ha più capacità economiche, cioè i più abbienti.