Poste, risparmiatori traditi dai fondi immobiliari

La notizia ha fatto scalpore dalle pagine di Repubblica: “Poste, il risparmio tradito da quattro fondi immobiliari” ma il Ctcu di Bolzano, associazione di consumatori, da mesi ha denunciato il caso e sta assistendo decine di piccoli investitori che, credendo in un investimento sicuro, basato sul mattone e per di più collocato da Poste italiane, rischiano ora di ritrovarsi con un pugno di mosche in mano.

I fatti

L’investimento a rischio, che coinvolgerebbe circa 40mila risparmiatori, ha per oggetto quattro fondi immobiliari collocati tra il 2002 al 2005 durante l’era di Massimo Sarmi a capo di poste: si chiamano Obelisco, Europa Immobiliare 1, Invest Real Security e Alpha e prevedevano la vendita di quote da 2.500 euro per partecipare a un fondo che acquistava, ristrutturava e rivendeva immobili promettendo dividedi ai soci. Ma dopo 10-15 anni il valore delle quote, a causa probabilmente di scelte immobiliari non eccellenti, è crollato e in alcuni casi tende ad azzerarsi.

Le perdite al 75% nel Fondo Obelisco

Sono decine di migliaia i cittadini italiani, scrive in una nota il Ctcu, che hanno investito nel Fondo Obelisco collocato dalle Poste Italiane ancora nel 2005. Secondo dati disponibili a fine 2015 su 20.000 euro inizialmente investiti in tale prodotto finanziario ne rimanevano solamente euro 4.828. La perdita si aggirerebbe pertanto intorno al 75%. Secondo l’associazione dei consumatori “si potrebbe configurare una responsabilità di Poste nel collocamento di tale prodotto, in quanto lo stesso è stato venduto, nonostante il profilo di rischio medio-alto e la sua lunga durata (10 anni + 3 di periodo di grazia), anche a risparmiatori dal profilo di rischio basso o medio-basso e anche a persone anziane“.

“Poste risarcisca!”

L’associazione ha incaricato l’avvocato Massimo Cerniglia di Roma di valutare i singoli casi di risparmiatori che avevano acquistato tale fondo e raccogliere gli elementi per la proposizione di un ampio contenzioso contro le Poste per il recupero integrale delle somme investite. “Chiunque – conclude la nota dell’associazione – avesse  acquistato negli anni passati quote del fondo Obelisco è inviato a prendere contatto con il Ctcu, al fine di far sottoporre la propria documentazione agli esperti dell’associazione stessa e per la verifica delle condizioni per la proposizione di eventuali contenziosi“.

Sulla vicenda sono intevenute anche Adusbef e Federconsumatori: “Abbiamo nell’incontro con l’amministratore delegato delle Poste – dichiarano Elio Lannutti e Rosario Trefiletti – sollevato il problema con la richiesta di apertura immediata di tavoli di confronto per trovare soluzioni di ristoro per i malcapitati investitori a cui sono stati affibbiati titoli legati alle rendite immobiliari assai rischiosi e che oggi, alle prime scadenze,  dimostrano come se ce ne fosse bisogno tutta la loro pericolosità”.