Test sugli animali, la stretta slitta di un anno

Rinviata di un anno l’entrata in vigore del decreto legislativo che limita la sperimentazione animale: con il Milleproroghe sono state rimandate di 12 mesi le norme che restringono di molto l’utilizzo degli animali per scopi scientifici.

Il giro di vite sui test che prevedono l’impiego ad esempio di ratti e topi è legato alle ricerche sulle sostanze di abuso (alcol, droga e fumo), sul riutilizzo di animali che hanno già subito sperimentazioni di tipo “grave” e, infine, sulla possibilità dei trapianti di organi fra specie diverse.

In una nota l’associazione animalista Lav prima dell’emanazione del Milleproroghe precisava che “il 29 Marzo del 2014 è entrato in vigore nel nostro paese un decreto legislativo, il numero 26, che ha come oggetto ‘la protezione degli animali utilizzati a fini scientifici'”. Fra i moltissimi punti trattati ce ne sono tre la cui entrata in vigore, però, sarebbe stata effettiva solamente dal 1° gennaio del 2017 :

  • L’utilizzo di animali per la sperimentazione dedicata alla verifica dell’uso di sostanza di abuso (alcol, fumo e droghe);
  • L’utilizzo di animali per la sperimentazione sui trapianti di organi fra specie diverse;
  • Il riutilizzo di animali già sottoposti a sperimentazioni ritenute “gravi”.

La Lav da sempre schierata per l’entrata in vigore del provvedimento secondo i tempi previsti ha avviato da tempo  lacampagna “Aiutali ad uscirne” con la quale ha racolto e consegnato al governo 57.600 firme dei cittadini su questo tema.

Research4life,  l’associazione rappresenta i principali player della ricerca biomedica (Farmindustria, Istituto italiano di tecnologia, Telethon, Airc, ospedale San Raffaele, università degli Studi di Milano, Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, Ifom, Merck Serono, Assobiotech, Ingm, Fondazione regionale per la ricerca biomedica) aveva chiesto un rinvio di almeno 5 anni.