Antibiotici negli allevamenti, agricoltori inglesi fanno pressione sul governo contro regole più severe

ANTIBIOTICI ALLEVAMENTI

The Bureau of investigative journalism è entrata in possesso di alcuni documenti che dimostrano come la National Farmers Union abbia fatto pressione sul governo britannico per non adottare regolamenti più restrittivi nell’ambito dei negoziati con l’Ue sull’accordo sanitario

Gli agricoltori inglesi chiedono al governo di non approvare norme più severe sull’uso di antibiotici negli allevamenti, nonostante i rischi che alcune pratiche comportano per la salute pubblica. A fare pressione sul governo britannico, come rivela il sito The Bureau of investigative journalism, è stata la National Farmers Union, che con la sua attività di lobbying ha influenzato i negoziati in corso tra Regno Unito e Ue su un importante accordo commerciale sui prodotti alimentari e agricoli. I documenti in possesso della redazione di Tbj dimostrano che la National Farmers Union ha esortato i funzionari a non adottare regolamenti più restrittivi nei negoziati con l’Ue. L’oggetto del negoziato è l’accordo sanitario e fitosanitario (Sps), volto a semplificare il commercio di prodotti alimentari e agricoli armonizzando le rispettive normative. I negoziati dovrebbero concludersi entro la fine dell’anno.

La posizione degli agricoltori inglesi a favore degli antibiotici

La NFU ha sostenuto che gli antibiotici sono necessari per proteggere la salute e il benessere degli animali e che norme più severe minaccerebbero la capacità del Regno Unito di “autoregolamentarne” l’uso.
Come ben sanno i lettori del Salvagente, gli antibiotici sono comunemente usati negli allevamenti per combattere la diffusione di malattie che possono compromettere la salute degli animali e causare perdite economiche agli agricoltori. Tuttavia, il loro utilizzo è stato collegato alla comparsa di “superbatteri” resistenti ai farmaci, tra cui varianti di salmonella ed E. coli, che contaminano gli alimenti, causano malattie nelle persone e sono sempre più difficili da trattare. Gli attivisti, infatti, affermano che i farmaci vengono spesso utilizzati come scorciatoia per compensare le condizioni antigieniche in cui vengono tenuti alcuni animali da allevamento.