Social e rischi per i minori: Bruxelles indaga su Snapchat, e in Usa condanna a Meta

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La Commissione Ue ha aperto un’indagine su Snapchat per il timore che l’app di messaggistica esponga i minori a fenomeni di adescamento, sfruttamento sessuale e altre attività criminali. L’indagine si apre a poco ore dalla prima condanna, negli Usa, contro Meta per aver creato con i suoi social dipendenza nei minorenni

La Commissione Ue ha aperto un’indagine su Snapchat per il timore che l’app di messaggistica esponga i minori a fenomeni di adescamento, sfruttamento sessuale e altre attività criminali. L’indagine si apre a poche ore dalla prima condanna, negli Usa, contro Meta per aver creato con i suoi social dipendenza nei minorenni.

I sospetti dei regolatori europei

Aprendo il primo caso contro Snapchat, social molto popolare tra i minori, la Commissione ha dichiarato di sospettare che l’app consenta un uso improprio dei propri servizi da parte di adulti che si fingono minorenni per attirare bambini in situazioni di sfruttamento sessuale e altre attività illegali. I regolatori temono inoltre che l’app venga utilizzata come fonte di informazioni su droghe e prodotti soggetti a limiti di età, come alcol e sigarette elettroniche.

Verifica dell’età e sicurezza

Sebbene le condizioni d’uso prevedano un’età minima di 13 anni, le autorità europee ritengono che l’azienda non stia garantendo il rispetto di questo limite. Inoltre, secondo i regolatori, gli utenti non ricevono indicazioni sufficienti sulle impostazioni di privacy e sicurezza, e i sistemi per segnalare contenuti illegali non risultano facilmente utilizzabili.

Possibili misure

Dopo un’indagine approfondita, le autorità europee potrebbero imporre misure preventive per proteggere i minori, in attesa di una decisione finale.

La replica dell’azienda

Un portavoce di Snapchat ha così commentato al Guardian: “Snapchat è progettato per aiutare le persone a comunicare con amici e familiari in un ambiente positivo e affidabile, con privacy e sicurezza integrate fin dall’inizio, incluse protezioni aggiuntive per gli adolescenti. Con l’evolversi dei rischi online, continuiamo a rivedere, rafforzare e investire in queste misure di tutela”.

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La condanna nei confronti di Meta negli Usa

La notizia da Bruxelles arriva dopo una sentenza storica di un tribunale di Los Angeles che ha stabilito che due piattaforme social, Meta e YouTube, hanno deliberatamente creato prodotti che creano dipendenza, causando danni a un giovane utente. L’azione è stata avviata da Kaley G.M., oggi ventenne ma forte utilizzatrice di social media sin dall’età di sei anni.  L’accusa nei confronti di Meta e Google (che detengono YouTube) è quella di essere state progettate appositamente per incoraggiare un consumo sconsiderato e non sano da parte dei giovani utenti di internet. I giudici hanno dato ragione alla ricorrente, e centinaia di altre persone stanno preparando ricorsi analoghi negli Usa.