
Le vernici all’acqua non sono innocue: il test di 60 Millions rivela emissioni di sostanze nocive anche dopo settimane. Tra i prodotti del fai-da-te, risultati contrastanti: pochi promossi, diversi bocciati, soprattutto tra le satinate
Sono tra i prodotti più acquistati nei grandi negozi del fai-da-te – da Leroy Merlin a Castorama, fino alla francese Mr Bricolage – e vengono spesso percepite come sicure, soprattutto quando sono “all’acqua”. Ma il nuovo test pubblicato da 60 Millions de consommateurs ribalta questa convinzione: anche le vernici bianche più diffuse possono emettere sostanze problematiche e deludere sul piano delle prestazioni.
Non basta la dicitura “all’acqua”
L’indagine ha analizzato una dozzina di pitture per interni, tra opache e satinate, valutando sia le performance sia l’impatto sulla salute. Il risultato è netto: la riduzione dei solventi rispetto alle vecchie vernici a olio non significa assenza di rischi.
Le formulazioni contengono infatti composti come eteri di glicole, aldeidi e conservanti (in particolare isotiazolinoni), noti per essere allergizzanti e, in alcuni casi, irritanti. E soprattutto rilasciano composti organici volatili (COV), anche settimane dopo l’applicazione.
Altro che “areare la stanza prima di soggiornarci” come suggeriscono le etichette, in questi casi di tratta di un rilascio ben più lungo di quanto si sia portati a immaginare. Un dato già emerso in precedenti test della rivista francese: alcune pitture possono raggiungere livelli di emissioni molto elevati, fino a migliaia di microgrammi per metro cubo, anche pochi giorni dopo l’uso.
Prestazioni nella media, ma niente eccellenze
Sul fronte pratico – copertura, resa, facilità di applicazione – le vernici testate si fermano a giudizi medi: “buone”, ma raramente eccellenti. E in diversi casi, la promessa di prodotti “monocouche” (una sola mano) non viene mantenuta.
I risultati più eclatanti: cosa succede nei marchi della Gdo del fai-da-te
Castorama: un caso positivo, ma non senza ombre
Tra i prodotti analizzati, la vernice GoodHome Respiréa (marchio distribuito da Castorama) è quella che si distingue di più sul piano tossicologico: emissioni di COV tra le più basse e comportamento complessivo migliore rispetto ai concorrenti.
Tuttavia, anche qui non mancano criticità: la concentrazione di isotiazolinoni nel barattolo resta significativa, tanto da richiedere comunque precauzioni (guanti e aerazione).
Leroy Merlin: risultati altalenanti
I prodotti venduti da Leroy Merlin mostrano risultati meno brillanti. Nel test emerge che alcune vernici del gruppo (come quelle a marchio interno o distribuite nei loro punti vendita) non eccellono né per emissioni né per prestazioni.
In precedenti prove, una pittura Leroy Merlin risultava addirittura tra quelle con resa sovrastimata rispetto a quanto dichiarato. Anche nel test più recente, le performance restano nella media, senza particolari punti di forza sul piano ambientale.
Mr Bricolage: tra i peggiori
Più critico il giudizio sui prodotti distribuiti da Mr Bricolage una catena francese del fai-da-te. La vernice Inventiv si colloca tra quelle giudicate “insufficienti” dal punto di vista tossicologico, soprattutto a causa delle emissioni di COV che restano elevate anche a distanza di settimane.
Un risultato che pesa, considerando che proprio queste catene rappresentano uno dei principali canali di acquisto per i consumatori.
Satinato peggio dell’opaco
Un altro dato rilevante riguarda la finitura: le vernici satinate, molto diffuse perché più resistenti e lavabili, risultano mediamente più emissive delle opache.
In particolare:
- a 3 giorni dall’applicazione emettono più sostanze nocive
- a 31 giorni mantengono livelli di COV spesso superiori
Un elemento che cambia la percezione del rischio: l’esposizione non si esaurisce con la fine dei lavori, ma continua nel tempo.
Etichette poco affidabili
Il test mette anche in discussione il sistema di etichettatura. Il marchio A+ – il migliore previsto – può essere attribuito anche a prodotti che rispettano i limiti solo dopo 28 giorni, senza considerare le emissioni nei primi giorni, quando le stanze vengono già rioccupate .
In altre parole, il consumatore non ha un quadro completo del rischio reale.









