Epatite A, dopo Napoli focolaio a Roma: le forti pioggie avrebbero favorito la contaminazione

EPATATIE A COZZE ROMA

Sono 50 i casi registrati a Roma, 70 in provincia di Latina mentre salgono i ricoveri a Napoli: l’epidemia sarebbe legata ad una partita di cozze contaminate dalla Campania. La causa? Le piogge del mese scorso avrbbero causato rimescolamenti in mare e favorito la contaminazione dei frutti di mare

Crescono i contagi dell’epidemia di epatite A legata al consumo di cozze crude contaminate provenienti dalla Campania. Dopo il boom di casi registrati a Napoli tra fine febbraio e primi di marzo, sono in aumento i ricoveri nel capoluogo partenopeo mentre nuovi focolai si registrano in provincia di Latina (circa 70 casi) e a Roma dopo i positivi sarebbero una cinquantina.

Tra le ipotesi che circolano sulle cause dell’epidemia di epatite A ci sarebbero le abbondanti piogge del mese scorso che avrbbero portato a rimescolamenti in mare e quindi, alla contaminazione dei frutti di mare. “I prodotti individuati, – scrive oggi il quotidiano Il Messaggero – sono stati subito ritirati dal mercato mentre sono scattati gli accertamenti sanitari. I casi dunque, sarebbero correlati al focolaio campano”.

La Regione Lazio da febbraio ha cominciato a tracciare i pazienti contagiati e ha avviato una sorveglianza epidemiologica. In questi giorni in cui la situazione si è acuita sono state allertati medici di base, pediatri e i pronto soccorso sul territoriale laziale.

I sintomi della malattia, ricorda il quotidiano romano, compaiono dopo un periodo di incubazione che va dalle 2 alle 7 settimane. Ecco perché il sospetto è che in Campania, i pazienti abbiano contratto l’infezione consumando crudi tra Natale e Capodanno. L’epatite A si manifesta come un’influenza con nausea, vomito e perdita di appetito che poi evolve in segni più specifici legati al fegato. Nello specifico, colorazione giallastra della pelle e della sclera degli occhi, urine scure, feci chiare, dolori addominali. Nei bambini piccoli invece, l’infezione è spesso asintomatica.

Le regole pratiche da seguire ogni giorno per evitare i contagi sono poche, ma decisive:

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  • lavare accuratamente le mani con acqua e sapone per almeno 20 secondi prima di cucinare, prima di mangiare, dopo l’uso del bagno, dopo il cambio del pannolino e dopo aver assistito una persona malata;
  • separare alimenti crudi e cotti, usando utensili e taglieri diversi oppure lavandoli accuratamente tra un uso e l’altro;
  • pulire e sanificare piani di lavoro, coltelli, lavelli e superfici dopo la manipolazione di alimenti crudi;
  • lavare bene frutta e verdura da consumare crude sotto acqua corrente;
  • bere solo acqua sicura e non utilizzare acqua di provenienza non controllata per bere, lavare alimenti o preparare ghiaccio;
  • non preparare cibo per altre persone se si hanno sintomi compatibili con epatite o disturbi gastrointestinali, fino a valutazione medica.

Rivolgersi al medico, inoltre, in presenza di sintomi come nausea persistente, forte stanchezza, dolore addominale, urine scure, feci chiare o colorazione gialla della pelle e degli occhi. “Nella maggior parte dei casi – spiega una nota dellaRegione Campania – la guarigione è completa, ma il decorso può essere più impegnativo negli adulti più anziani e nelle persone con patologie epatiche preesistenti. Informazione corretta, diagnosi precoce, igiene accurata e comportamenti alimentari prudenti sono gli strumenti più efficaci per contenere la diffusione dell’infezione”.