Riforma della disabilità: nuova modalità di accertamento estesa a 40 province

LEGGE 104

Dal 1° marzo la sperimentazione si allarga a molti capoluoghi tra cui Roma, Milano, Bologna a Venezia. Dall’avvio del procedimento con l’invio del certificato medico introduttivo alla visita all’Inps, tutte le novità che potete trovare anche nella nostra guida

Dal 1° marzo la sperimentazione della riforma dell’accertamento dello stato di disabilità  – prevista dalla legge 227 del 2021 e dal decreto legislativo 62 del 2024 – viene estesa ad altre 40 province comprese quelle di Roma, Milano, Bologna e Venezia.

Già in vigore nelle province di Brescia, Trieste, Forlì-Cesena, Firenze, Perugia, Frosinone, Salerno, Catanzaro e Sassari, Alessandria, Genova, Isernia, Lecce, Macerata, Matera, Palermo, Teramo e Vicenza, nonché alla Regione autonoma Valle d’Aosta e alla Provincia autonoma di Trento, la riforma introduce nuove modalità per presentare le domande per l’accesso alle prestazioni e per la valutazione medica dei richiedenti.

Dal 1° marzo saranno coinvolti dalla riforma anche gli utenti residenti nelle seguenti province: Chieti, Potenza, Cosenza, Crotone, Reggio Calabria, Vibo Valentia, Caserta, Bologna, Rimini, Piacenza, Ravenna, Pordenone, Udine, Roma, La Spezia, Savona, Bergamo, Como, Milano, Mantova, Pavia, Sondrio, Ancona, Ascoli Piceno, Campobasso, Asti, Cuneo, Torino, Brindisi, Cagliari, Caltanissetta, Catania, Messina, Arezzo, Massa Carrara, Terni, Treviso, Venezia, Verona, nonché la Provincia Autonoma di Bolzano.

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Una delle principali novità introdotte riguarda la nuova modalità di avvio del procedimento di accertamento della disabilità, con la sola trasmissione telematica all’Inps del certificato medico introduttivo, da effettuarsi tramite l’apposito servizio, senza necessità di ulteriori adempimenti o domande. Ai fini della trasmissione della domanda il cittadino può rivolgersi anche agli istituti di patronato o agli intermediari autorizzati. Per quanto riguarda alla Provincia autonoma di Bolzano, non è previsto l’intervento dell’Istituto nella gestione del procedimento di accertamento della disabilità.

Come si presenta la domanda con la riforma

Con la riforma, la presentazione della domanda per accedere a una prestazione (richiesta di invalidità, condizione di disabilità in base alla legge 104, indennità di accompagnamento, richiesta di assistenza sanitaria, accesso ad agevolazioni e via elencando) va fatta esclusivamente tramite un medico che redigerà il certificato medico introduttivo e lo caricherà sul portale Inps dove viene avviato il processo di valutazione di base. A differenza della vecchia procedura, l’avvio della richiesta non può avvenire autonomamente, né tramite patronato o associazione.
Una volta caricato il certificato, il richiedente deve fornire direttamente o tramite intermediario (ad esempio il patronato) all’Inps i dati socioeconomici, come il reddito dichiarato e l’Iban per l’eventuale accredito dell’indennità richiesta.

Il certificato medico introduttivo può essere rilasciato da:

  • medici in servizio presso Aziende sanitarie locali (Asl), aziende ospedaliere, istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, centri di diagnosi e cura delle malattie rare;
  • medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, specialisti ambulatoriali del Servizio sanitario nazionale (Ssn), medici in quiescenza iscritti all’albo, liberi professionisti e medici in servizio presso strutture private accreditate.

Attenzione, il certificato, tanto con la nuova che con la vecchia procedura, ha un costo (50-80 euro): secondo le rilevazioni di alcuni patronati i medici avrebbero aumentato il tariffario (fino anche a 200 euro) in virtù della nuova procedura di invio che la riforma prevede.

La visita medica “unica” presso l’Inps

Una volta presentata la domanda e inviati i dati socioeconomici, l’utente sarà sottoposto all’accertamento medico per valutare la sussistenza della condizione psico-fisica per accedere alla prestazione. Qui c’è la seconda novità della riforma: la competenza non è più condivisa tra Asl e Inps, ma sarà solo l’Istituto di previdenza ad accertare la condizione di disabilità attraverso la Valutazione di base.
La procedura di accertamento della condizione di disabilità, fino a oggi, prevedeva una serie di visite mediche separate. Con la revisione dei processi valutativi di base prevista dalla riforma, verranno valutati da una Commissione dell’Inps in un’unica visita medica, detta Valutazione di base:

  • invalidità civile, cecità civile, sordità civile, sordo-cecità civile, condizione di disabilità in età evolutiva e ai fini dell’inclusione lavorativa;
  • condizione di disabilità ai sensi della legge 104/92;
  • indennità di accompagnamento;
  • presupposti per la concessione di assistenza protesica, sanitaria e riabilitativa;
  • requisiti necessari per l’accesso ad agevolazioni fiscali, tributarie e relative alla mobilità.

La valutazione terrà in considerazione sia gli aspetti prettamente sanitari sia l’aspetto sociale, cioè la relazione tra la persona con compromissioni fisiche o psichiche e l’ambiente in cui vive o lavora, oltre alle barriere che ne possono limitare la partecipazione ai contesti di vita quotidiana.

L’Unità di Valutazione di base viene convocata nelle sedi Inps ed è composta da 4 membri per tutte le tipologie di disabilità da accertare: due medici nominati dall’Inps, di cui uno specializzato in medicina legale che riveste il ruolo di presidente, un professionista sanitario in rappresentanza delle associazioni di categoria (Anmic, Uici, Ens e Anffas), una figura professionale appartenente alle aree psicologiche e sociali.
Attenzione: anche nelle province dove è partita la sperimentazione non tutte le patologie vengono accertate dalla nuova Unità di Valutazione di base la quale al momento si esprime su diabete tipo 2, disturbi dello spettro autistico e sclerosi multipla e presto includeranno anche l’artrite reumatoide, le cardiopatie, broncopatie e le malattie oncologiche.

Entro il gennaio 2027 l’Unità sarà competente anche sulle altre patologie invalidanti o disabilitanti.
Prima della visita agli utenti maggiorenni verrà somministrato un questionario, il Whodas, elaborato dall’Oms, composto da 36 domande e in grado di misurare l’impatto della disabilità sulla vita quotidiana delle persone. Il Whodas, esplorando diversi aspetti come mobilità, cura di sé, attività della vita quotidiana, partecipazione e attività cognitive, diviene parte integrante della valutazione di base.
Molto importante: se con la vecchia procedura la valutazione della disabilità poteva anche avvenire in assenza del richiedente attraverso un riscontro documentale, ora la presenza fisica è sempre richiesta.

In sintesi: i passaggi con la riforma

Le tappe sono quattro:

  1. redazione del certificato medico introduttivo da parte del medico e invio da parte del richiedente all’Inps di eventuali dati socioeconomici per il caso di prestazioni economiche;
  2. visita medica presso l’Unità valutativa di base presso Inps con compilazione del questionario Whodas (solo per persone maggiorenni);
  3. definizione e invio del certificato unico (ex verbale) a cura del Centro medico-legale Inps;
  4. eventuale erogazione delle prestazioni economiche, previo invio dei dati socioeconomici se non già presentati.

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