Maschere per il viso, cosa si nasconde dietro questi prodotti di moda?

Complice la moda della skincare coreana, da tempo è scoppiato il boom delle maschere per il viso in tessuto usa e getta: basta recarsi in un negozio Sephora, Douglas e Oviesse, per trovarsi di fronte corner pieni questi prodotti. Ma cosa contengono davvero? Ne abbiamo analizzate 12 e…

Sono tra i prodotti di bellezza che, negli ultimi anni, hanno registrato una delle crescite più evidenti: parliamo delle maschere per il viso che si trovano ormai ovunque e per tutte le esigenze. Complice la moda della skincare coreana, che prevede l’uso (praticamente quotidiano) di prodotti per la pelle del viso, basta recarsi in un negozio Sephora, Douglas e Oviesse, per trovarsi di fronte corner pieni di maschere in tessuto usa e getta, pratiche e veloci, pretagliate e già imbevute di prodotto: vanno tenute in posa 10-15 minuti e il gioco è fatto.

I nostri giudizi su 12 maschere viso…tra fenossietanolo e interferenti endocrini 

Promettono una pelle più riposata, luminosa, idratata e, soprattutto, giovane. Ma cosa contengono questi prodotti, spesso usati anche dalle ragazzine? Per avere una risposta abbiamo analizzato la lista degli ingredienti di 12 maschere in tessuto, in vendita da Oviesse, Douglas e Sephora (sia nei negozi fisici che on line) nella fascia di prezzo tra 1,90 e 9,90 euro, dei marchi più noti come L’Oréal, Garnier, Nivea e Purederm. I risultati, che trovate sul numero di dicembre del Salvagente, acquistabile anche online, non lasciano tranquilli: a salvarsi sono solo 5 prodotti su 12.

Sì, voglio acquistare il numero del Salvagente!

Per valutare le maschere siamo andati a vedere se tra gli ingredienti compaiono alcune sostanze considerate da tempo problematiche come il fenossietanolo, conservante molto usato in cosmetica, sebbene sia sempre più controverso. In Europa è autorizzato a una concentrazione massima dell’1%, anche per i prodotti destinati ai bambini, per i quali la Francia ha chiesto di abbassare il limite a 0,4%. Per il principio di precauzione, abbiamo penalizzato con un giudizio non superiore a “mediocre” i prodotti che lo contengono che sono ben 7 su 12.

Stessa valutazione per i sospetti interferenti endocrini, tra cui rientrano due sostanze che abbiamo trovato in altrettanti campioni: l’hexamethylindanedionopyran, o galaxolide, un muschio sintetico che ha sollevato sospetti riguardo alla potenziale influenza sul sistema endocrino, e il metilparabene, conservante della famiglia dei parabeni, inserito nell’elenco 2 delle sostanze attualmente in fase di valutazione nell’Ue per “preoccupazioni esplicite per possibili proprietà di interferenza endocrina”. Le maschere che contengono queste sostanze, oltre al già citato fenossietanolo, sono state bocciate con un giudizio “scarso”.

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Sgraditi anche Peg, profumi, alcol e…

Altre sostanze sgradite, come i Peg, il biossido di titanio, il chlorphenesin, l’alcool e le fragranze hanno rappresentato ulteriori penalità. I Peg (Polietilenglicoli), ampiamente utilizzati in cosmetica come solventi, potrebbero contenere sostanze tossiche e irritanti come il diossano o l’ossido di etilene, residue del processo di polimerizzazione cui sono sottoposti. Inoltre, rendono la pelle più permeabile all’assorbimento di sostanze esterne. Solo 6 prodotti su 12, la metà del campione, non li prevede. Tra le altre sostanze sgradite abbiamo incluso limonene e linalool che fanno parte delle 26 fragranze profumate che l’Ue ha identificato come principali allergeni da contatto; abbiamo segnalato anche le diciture “parfum” o “fragrance”,  presenti in tutti i campioni, in cui rientrano le sostanze profumate che non superano una certa soglia. Si tratta di indicazioni troppo generiche dietro cui possono nascondersi molecole allergeniche.
L’elenco degli ingredienti sgraditi continua con il chlorphenesin, conservante antibatterico, che può provocare irritazioni cutanee (in Europa è ammesso sotto lo 0,3%), e il biossido di titanio, che dal 2022 è vietato come additivo alimentare. Nei cosmetici, dove è autorizzato, i pericoli sono legati all’inalazione e alla forma in nanoparticelle. Infine la presenza dell’alcol, oltre a essere irritante, può fare da veicolo per altre sostanze nocive.

Gli estratti naturali tra le note positive

Tra i valori positivi, è stato considerato il numero di estratti naturali presenti nella formulazione, la loro concentrazione e la corrispondenza con quanto dichiarato nel claim. Tutte le maschere analizzate presentano in bella vista l’immagine del frutto o della pianta a cui fanno riferimento e per questo abbiamo verificato che tra gli ingredienti ci fosse il relativo estratto naturale in quantità non trascurabile. Soltanto una maschera non ne contiene nessuno, ma è in linea con il claim che si ispira all’acido ialuronico (presente nella formula). Gli altri prodotti vanno da un minimo di uno, nel caso della maschera TonyMoly all’avocado a un massimo di 18 estratti naturali diversi, tra cui quello alla pesca, corrispondente all’immagine, nel caso di Purederm.