
Il nuovo report indipendente di Prescrire svela i 108 farmaci più dannosi che utili attualmente in commercio. È il dossier che pubblichiamo nel numero di aprile, qui anticipiamo la parte relativa agli antidolorifici
Questo dossier non ha l’obiettivo di fare allarmismo su medicina e farmaci, ma uno strumento di fondamentale utilità per medici e pazienti: elenca ben 108 medicinali attualmente autorizzati in Europa il cui bilancio tra benefici e rischi risulta chiaramente sfavorevole. L’utilità pratica di questo report sta nello smontare un falso mito molto radicato: il fatto che un farmaco sia “in commercio” da anni o venga regolarmente “prescritto” non significa automaticamente che sia necessario o sicuro. Conoscere questa lista permette ai consumatori di avere un ruolo attivo nella propria cura, ponendo al medico domande cruciali (“Qual è il rischio?”, “C’è un’alternativa più sicura?”) e rifiutando l’esposizione a effetti collaterali gravi quando l’efficacia clinica non è dimostrata.
Dolore e reumatismi: cosa usare e cosa evitare
Gli Antinfiammatori non steroidei (FANS)
Sebbene i FANS condividano un profilo di rischio simile, alcuni sono decisamente più pericolosi di altri. Da evitare assolutamente sono l’Aceclofenac e il Diclofenac per via orale, poiché causano un numero maggiore di effetti avversi cardiovascolari (inclusi infarti del miocardio) e decessi rispetto ad altri FANS di pari efficacia. Sconsigliati anche gli inibitori della COX-2 (come Celecoxib, Etoricoxib e Parecoxib), associati a un eccesso di eventi cardiovascolari e trombosi, oltre che a reazioni cutanee. Da evitare pure Meloxicam, Piroxicam e Tenoxicam per via sistemica: non sono più efficaci di altri antinfiammatori, ma espongono a un maggior rischio di gravi disturbi gastrointestinali e cutanei (come la sindrome di Stevens-Johnson). Attenzione anche al Ketoprofene in gel, che provoca più reazioni di fotosensibilità (eczemi, eruzioni bollose) rispetto ad altri gel antinfiammatori.
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- Le alternative: Quando il semplice paracetamolo non è sufficiente, le opzioni che garantiscono un rapporto rischi-benefici migliore restano l’ibuprofene e il naprossene, a patto di usarli alla dose minima e per il minor tempo possibile.
I cosiddetti “Miorilassanti”
Diversi farmaci prescritti per rilassare la muscolatura non hanno mai dimostrato un’efficacia superiore a quella di un semplice placebo, ma espongono i pazienti a effetti collaterali pesanti. Il Tiocolchicoside, ad esempio, è sconsigliato perché oltre a causare diarrea e convulsioni, è risultato genotossico e teratogeno. Da evitare anche la Mephenesina (rischio di shock anafilattico, abuso e dipendenza) e il Metocarbamolo (problemi gastrointestinali e angioedema).
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- Le alternative: Anche in questo caso, è preferibile optare per un analgesico efficace come il paracetamolo (prima scelta) o, in alternativa, ibuprofene o naprossene.









