Smog e Alzheimer: trovato collegamento tra Pm2,5 e aumento del rischio

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Una ricerca pubblicata su Plos Medicine mostra che l’esposizione a particolato fine (PM2,5) è associata a un aumento del rischio di Alzheimer negli over 65, soprattutto in chi ha avuto ictus, mentre altre patologie giocano un ruolo minimo

Una ricerca pubblicata su Plos Medicine mostra che l’esposizione a particolato fine (PM2,5) è associata a un aumento del rischio di Alzheimer negli over 65, soprattutto in chi ha avuto ictus, mentre altre patologie giocano un ruolo minimo.

Il vasto studio che si basa sull’osservazione su oltre 27,8 milioni di beneficiari Medicare Usa ha evidenziato un legame tra l’esposizione prolungata a PM2,5, le particelle fini nell’aria, e un maggior rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer (Ad) negli anziani. L’analisi, pubblicata su PLOS Medicine, indica che l’aumento della concentrazione media quinquennale di PM2,5 è associato a un incremento significativo dell’incidenza di Ad.

Associazioni con altre malattie

La ricerca ha inoltre esaminato il ruolo di ipertensione, ictus e depressione come potenziali mediatori o modificatori di questo rischio. I risultati mostrano che, sebbene tutte e tre le condizioni siano collegate sia all’esposizione al particolato che alla malattia di Alzheimer, l’effetto diretto di PM2,5 sulla malattia risulta predominante rispetto a eventuali percorsi mediati da queste altre patologie presenti. Uno dei risultati più rilevanti riguarda l’ictus, che sembra aumentare leggermente la suscettibilità agli effetti nocivi dell’inquinamento atmosferico sulla salute cognitiva, suggerendo che chi ha avuto un evento cerebrovascolare potrebbe essere più vulnerabile agli effetti neurodegenerativi dell’inquinamento.

Implicazioni per la salute pubblica

La malattia di Alzheimer è una delle principali forme di demenza nella popolazione anziana e rappresenta una sfida crescente per i sistemi sanitari. Non essendo disponibili terapie risolutive, identificare fattori di rischio modificabili come l’inquinamento atmosferico è fondamentale per strategie preventive e politiche di salute pubblica. Gli autori sottolineano che, pur con alcune limitazioni – come l’utilizzo di dati amministrativi e possibili errori nella stima dell’esposizione individuale – le evidenze suggeriscono che migliorare la qualità dell’aria potrebbe contribuire alla prevenzione dell’Alzheimer, in particolare nelle popolazioni con vulnerabilità cliniche.

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