Auto abbandonate in strada: diventa più facile rimuoverle e rottamarle

In Italia ci sono 4 milioni di veicoli abbandonati in strada: circa un milione sono gravati da fermo amministrativo e finora non potevano essere rimossi e avviati alla distruzione. Una nuova legge consente ora ai comuni di poterle rottamare

Rottamazione più facile per le auto abbandonate gravate da fermo amministratio. Venerdi 20 entra in vigore la nuova legge 14/2026 che consente ai comuni e ai privati di procedere alla rimozione e alla rottamazione di un veicolo gravato da ganasce fiscali e magari non in linea con il pagamento dei bolli. Si stima che sui 4milioni di veicoli abbandonati in strada in Italia, circa un milione potranno essere eliminati con le nuove norme.

Fino all’entrata in vigore della nuova legge infatti l’avvio alla demolizione non era possibile se prima il proprietario non avesse provveduto al pagamento delle tasse dovute e non avesse versato i bolli anche per il periodo di stop fiscale. Ora invece, in virtù dell’interesse superiore di prevenire l’inquinamento ambientale – le auto abbaondonate in strada possono rilasciare sostanze dannose -, si potrà procedere rimozione e rottamazione senza che il fermo amministrativo e il pagamento dei bolli possano essere da ostacolo.

Come scrive il portale Diritto.it l’iter prevede ”

  • l’ente pubblico attesta l’inutilizzabilità del veicolo rinvenuto o non reclamato;
  • deve comunicarlo al proprietario entro 7 giorni tramite PEC ovvero ulteriore mezzo idoneo;
  • il proprietario ha 60 giorni per opporsi;
  • in assenza di opposizione, l’ente procede alla rimozione, demolizione e cancellazione dal PRA, senza che il fermo possa impedirlo”.

La legge prevede ipotesi in cui l’ente può rimuovere subito il veicolo:

  • motivi di sicurezza pubblica,
  • pericolo per la circolazione,
  • tutela ambientale,
  • esigenza militare,
  • tutela urgente del patrimonio stradale.

In questi casi, l’attestazione viene poi notificata al proprietario.

sponsor

Ancora gli esperti di Diritto.it precisano i vantaggi per gli automobilisti e gli enti pubblici: ”

1. Per gli automobilisti

  • Non occorre più estinguere il fermo per liberarsi di un veicolo inutilizzabile.
  • Si perde però il diritto a eventuali incentivi per l’acquisto di un nuovo mezzo.
  • Cresce il rischio di rimozione forzata in caso di abbandono.

2. Per i Comuni

  • Procedure più snelle e tempistiche definite.
  • Nuovo servizio tariffabile e responsabilità formali nell’attestazione.
  • Più strumenti per rimuovere veicoli pericolosi o abbandonati”.

“La nuova legge rappresenta una piccola rivoluzione”, con “vantaggi per tutti”, spiega il presidente di Federcarrozzieri Davide Galli: “I proprietari di auto sottoposte a fermo fino ad oggi erano costretti a pagare bollo e, fino al 2024, anche l’assicurazione nonostante il veicolo fosse inutilizzabile, mentre ora potranno sbarazzarsi del mezzo ed evitare tali costi, ma come conseguenza non potranno beneficiare di incentivi o agevolazioni pubbliche per l’acquisto di un nuovo veicolo, né il loro debito con lo Stato sarà cancellato”.

Altra novità che scatta domani 17 febbraio. Da domani infatti sarà operativa una banca dati nella quale le case automobilistiche dovranno inserire le vetture che, dopo 24 mesi, non siano state portate in officina per i dovuti interventi di messa in sicurezza, ovvero per le quali i proprietari hanno ignorato le compagne di richiamo dei costruttori. “Oggi i richiami delle case costruttrici si moltiplicano anche in virtù di auto sempre più tecnologiche e dai componenti sofisticati, ma spesso le informazioni rese agli automobilisti non sono efficaci né puntuali”, ha spiegato Galli all’agenzia Ansa.

Le conseguenze? Tanti proprietari circolano – più o meno consapevolmente – su vetture potenzialmente pericolose: il database consentirà a cittadini e organi di polizia di verificare se un veicolo è stato sottoposto o meno alla prevista campagna di richiamo. Per i trasgressori sono previste sanzioni salate: fino a 60mila euro per i costruttori per ciascuna misura non adottata, 173 euro per i proprietari che circolano con un’auto inserita nell’elenco.