Burro d’arachidi: molte le qualità nutrizionali, ma occhio a quantità e composizione

arachidi

Il burro d’arachidi è un prodotto sempre più presente nelle case degli italiani, grazie a gusto e proprietà nutrizionali, ma resta un alimento calorico che va consumato con moderazione e scelto in versioni senza additivi

Il burro d’arachidi è un prodotto sempre più presente nelle case degli italiani, grazie a gusto e proprietà nutrizionali, ma resta un alimento calorico che va consumato con moderazione e scelto in versioni senza additivi. La crescita nel mercato nostrano di un prodotto tradizionalmente identificato come classico prodotto da colazione statunitense è dovuta anche all’aumento di utilizzo di prodotti a base di frutta secca, ipercalorici e apprezzati dagli amanti del fitness, ma anche al penetrare nella nostra cucina di piatti esotici che usano proprio il burro di arachidi come condimento.

Composizione: meglio puntare sulla semplicità

A dare dei consigli utili è un approfondimento di 60 millions de consommateurs basato sul parere degli esperti. Partiamo dalla composizione. Il burro di arachidi è spesso preparato con un unico ingrediente: arachidi tostate, che vengono poi frullate fino a quando l’olio contenuto non conferisce alla purea la sua consistenza burrosa. Non servono conservanti: un barattolo si conserva fino a sei mesi dopo l’apertura in un luogo fresco e asciutto, preferibilmente fuori dal frigorifero per mantenere il burro morbido. Eppure, alcuni produttori offrono ricette con emulsionanti aggiunti o grassi vegetali, come olio di colza, girasole o di semi di cotone, oltre a sale e zuccheri: tutti ingredienti che andrebbero evitati.

Proteine, fibre e micronutrienti

Il contenuto proteico del burro d’arachidi va dal 20 al 30%, il più alto tra la frutta secca, come nocciole e altre noci, ed equivalente – o addirittura superiore – a quello dei legumi, come lenticchie e piselli. Pur essendo altamente digeribili, queste proteine sono di qualità media a causa della mancanza di treonina, lisina e metionina, tre aminoacidi essenziali per l’organismo umano. Il burro di arachidi è anche ricco di fibre (6-8 g per 100 g) e micronutrienti. «Contiene vitamine E, B3 e B9, oltre a minerali come magnesio, fosforo, zinco e rame. E non è naturalmente salato», assicura Jean-Michel Lecerf, endocrinologo e direttore del dipartimento di nutrizione presso l’Istituto Pasteur di Lille.

I punti a favore

Inoltre, il profilo lipidico è considerato piuttosto favorevole. Secondo studi epidemiologici, il consumo di frutta secca (a partire da 30 grammi al giorno) è associato a un ridotto rischio di malattie cardiovascolari, anche se questo consumo non può essere separato con certezza dallo stile di vita complessivo. Il prodotto rappresenta un’importante fonte di omega-9 (acido oleico), pari a circa 25 g per 100 g, lipidi che contribuiscono al controllo della glicemia, e in misura minore di omega-6 (acido linoleico).

Calorie e grassi saturi: perché non esagerare

Non mancano però gli aspetti meno positivi: il burro d’arachidi contiene circa il 10% di acidi grassi saturi (acido stearico e palmitico). Per proteggere le arterie, le raccomandazioni sanitarie suggeriscono di limitarne l’assunzione a meno dell’8% della dieta totale. Ecco perché il consumo dovrebbe rimanere moderato, soprattutto considerando che si tratta di un alimento molto calorico (circa 600 kcal per 100 g), persino più della crema spalmabile al cioccolato e nocciole. «Venti grammi al giorno, circa tre cucchiaini, sono sufficienti», avverte Jean-Michel Lecerf.

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Attenzione al rischio allergie

Da non sottovalutare, infine, il tema delle allergie. L’allergia alle arachidi colpisce circa l’1% degli europei, soprattutto bambini, e può provocare reazioni molto gravi come shock anafilattico o angioedema.