
L’Anses, l’agenzia della salute francese, ha svolto un’analisi della letteratura scientifica sul fenomeno dello svapo, sempre più diffuso tra i giovani. Fra rischi cardiovascolari e sostanze tossiche, la richiesta è di non incentivarne l’uso per i non fumatori, e limitarsi all’utilizzo temporaneo solo per smettere di fumare
L’Anses, l’agenzia della salute francese, ha svolto un’analisi della letteratura scientifica sul fenomeno dello svapo, sempre più diffuso tra i giovani. Fra rischi cardiovascolari e sostanze tossiche, la richiesta è di non incentivarne l’uso per i non fumatori, e limitarsi all’utilizzo temporaneo solo per smettere di fumare. Il vaping si basa sul riscaldamento di un liquido senza combustione. Tuttavia, l’assenza di combustione non esclude l’esposizione dello svapatore a sostanze tossiche. Considerata la forte crescita di questa pratica, l’Anses ha effettuato una valutazione specifica dei rischi per la salute associati al vaping. Questa analisi si è basata su: un’analisi della letteratura scientifica; una valutazione dei rischi legati all’inalazione di alcune sostanze; indagini sulle abitudini di vaping in Francia, nella popolazione generale e in gruppi specifici, in particolare tra gli adolescenti.
Possibili effetti sulla salute nel medio e lungo periodo
È noto che gli effetti del fumo di tabacco sulla salute sono gravi, dimostrati e ben documentati. Per quanto riguarda il vaping, l’analisi degli studi scientifici disponibili mostra che è associato a possibili effetti sulla salute nel medio e lungo periodo. In particolare, l’Agenzia ha concluso che possono verificarsi: probabili effetti cardiovascolari, come l’aumento della pressione sanguigna, quando i prodotti contengono nicotina; possibili effetti sulle vie respiratorie, sul sistema cardiovascolare e sullo sviluppo di tumori, con o senza nicotina; possibili effetti sullo sviluppo cardiovascolare e respiratorio del feto esposto durante la gravidanza, con o senza nicotina. Le conoscenze sul vaping sono più recenti rispetto a quelle sul tabacco ed è difficile distinguere gli effetti specifici dello svapo da quelli del fumo tradizionale, poiché quasi tutti gli adulti che svapano sono fumatori attuali o ex fumatori.
Rischi legati all’inalazione di sostanze tossiche
La valutazione ha esaminato i rischi associati ad alcune sostanze emesse e inalate durante il vaping. L’Anse ha analizzato i dati disponibili su diversi aldeidi (acetaldeide, acroleina, formaldeide, furfurale, gliossale, propionaldeide), sostanze note per i loro effetti tossici – in particolare cancerogeni – ancora presenti nelle emissioni dei prodotti da vaping. Questa analisi ha mostrato che l’assenza di combustione non impedisce la presenza di aldeidi nelle emissioni e che l’inalazione di queste sostanze comporta rischi per la salute. Per ridurre l’esposizione, l’Agenzia: raccomanda una migliore informazione dei consumatori sui rischi associati alle loro pratiche; ricorda ai produttori la responsabilità sulla sicurezza dei dispositivi e dei liquidi; sostiene una regolamentazione più rigorosa degli ingredienti, introducendo limitazioni o divieti per quelli che rappresentano un rischio per la salute.
Evitare di incentivare il vaping tra non fumatori e giovani
Alla luce dei rischi individuati, l’Anses raccomanda di evitare qualsiasi incentivo all’uso della sigaretta elettronica, in particolare tra i non fumatori e i giovani, e di contrastare la normalizzazione di questi dispositivi. Il consumo tra gli adolescenti è fortemente influenzato dalle mode del momento e dall’attrattiva di aromi, soprattutto fruttati. La possibile presenza di nicotina pone inoltre specifiche problematiche legate alla dipendenza. L’Agenzia ribadisce l’importanza di applicare efficacemente le norme esistenti che vietano la vendita di prodotti da vaping ai minori e la pubblicità e promozione di tali prodotti.
Vaping per smettere di fumare: un’opzione temporanea
Pur mettendo in guardia dai rischi, l’Agenzia ritiene che la sigaretta elettronica possa essere considerata un’opzione temporanea per le persone che hanno difficoltà a smettere di fumare. Il vaping dovrebbe essere utilizzato esclusivamente nell’ambito di un percorso per smettere di fumare, insieme ai programmi di supporto già esistenti. L’Anses sottolinea quindi il ruolo fondamentale degli operatori sanitari (centri antifumo, medici di base, infermieri, farmacisti, ecc.) nel supporto a fumatori e svapatori e raccomanda di rafforzare informazione e formazione sui prodotti da vaping.









