
Hanno fatto molto rumore le nuove linee guida statunitensi con una piramide alimentare rovesciata che spinge a un consumo più frequente di carni e formaggi. In linea con gli interessi dei produttori
“Mangia cibo vero” è il messaggio con cui, il 7 gennaio 2026, l’Usda, il dipartimento dell’Agricoltura statunitense, ha pubblicato le Dietary guidelines for Americans, ovvero le nuove Linee guida alimentari americane valide fino al 2030, che porranno le basi per la realizzazione dei menù serviti nelle scuole, negli ospedali, nelle carceri e nelle basi militari, con l’obiettivo di “far ritornare l’America in salute”.
A fare notizia è stato il nuovo modello di piramide alimentare e in particolare l’introduzione degli alimenti a base di carne tra quelli da consumare più frequentemente, in contrasto con quello a cui siamo stati sempre abituati e non perfettamente in linea con quanto riportato dalle stesse linee guida. Il segretario statunitense alla salute Robert Kennedy Jr. ha affermato che “queste linee guida ci riportano alle origini” e che “le famiglie americane devono dare priorità agli alimenti integrali e ricchi di nutrienti – proteine, latticini, verdure, frutta, grassi sani e cereali integrali – e ridurre drasticamente gli alimenti altamente trasformati”. Lo scopo, dunque, è quello di educare ed indirizzare gli americani verso un’alimentazione più sana, invitando agricoltori, allevatori, legislatori e industrie a impegnarsi per il raggiungimento di questo obiettivo e affermando che il futuro dell’America dipende da ciò che viene coltivato e da ciò che si sceglie di mangiare.
A saltare agli occhi è la differente forma della nuova piramide alimentare, che, rispetto a quella tradizionale, appare rovesciata, con il vertice verso il basso. Un altro importante cambiamento, come anticipato, è rappresentato dal fabbisogno proteico, pari a 1,2-1,6 g/Kg di peso corporeo/die, superiore a quello raccomandato dalle Linee guida italiane di 0,9 g/Kg di peso corporeo/die.
A oggi, gli Stati Uniti si trovano nel pieno di un’emergenza sanitaria, con il 90% della spesa sanitaria destinato al trattamento di persone affette da malattie croniche, legate soprattutto all’abituale dieta nord americana, ricca di alimenti trasformati e associata a uno stile di vita sedentario. Il 70% degli adulti americani è in sovrappeso o obeso e un adolescente americano su tre, tra i 12 ed i 17 anni, ha il pre-diabete, condizione che, se non adeguatamente trattata, può evolvere, nel corso del tempo, in diabete mellito.
Nessuno tocchi carne e formaggi
Le Dietary guidelines for Americans raccomandano un’assunzione di acidi grassi saturi inferiore al 10% dell’apporto calorico giornaliero in linea con quelli raccomandati in Italia. Tuttavia, alla base della piramide americana, ancora prima dell’olio di oliva, compare la raffigurazione di prodotti di origine animale, ovvero carne e formaggi, raffigurati allo stesso livello della frutta e della verdura, inducendo il consumatore a credere, erroneamente, che le frequenze di consumo di questi alimenti siano le medesime. Una netta differenza con la piramide alimentare della Società italiana nutrizione umana che raccomanda per la carne rossa e i formaggi, rispettivamente, una frequenza di consumo occasionale e settimanale.
Marion Nestle, professoressa emerita di nutrizione alla New York University, intervistata da Science News, non usa mezzi termini: “Abbiamo buttato via 40 anni di linee guida in un colpo solo. Sono confuse, incoerenti, contraddittorie, ideologiche e molto rétro”. E ha aggiunto: “aumentando il consumo di proteine, carne e latticini interi sarà impossibile rimanere sotto il 10% di acidi grassi saturi” . Non solo, l’aumentato fabbisogno proteico non ha alcun raziocinio per la docente, in quanto “gli americani già consumano il doppio delle proteine necessarie”.
Critico anche l’epidemiologo italiano Franco Berrino che a proposito delle Linee guida americane ha spiegato al Fatto Quotidiano come “dicano una cosa e ne disegnino un’altra”.
Il rovesciamento della logica
“La rappresentazione grafica della piramide rovesciata con il vertice in basso anziché in alto è una scelta ideologica comunicativa”, ha commentato al Corriere della Sera Elena Dogliotti, nutrizionista, divulgatrice e supervisore scientifico per la Fondazione Umberto Veronesi. Secondo la Dogliotti la mancata distinzione tra le fonti proteiche animali e vegetali, può dare l’impressione che consumare la carne sia lo stesso che mangiare pesce o legumi. La scienziata sottolinea, poi, come la mancata indicazione delle frequenze settimanali possa semplificare la lettura della piramide ma rischi anche di confondere il consumatore.
Le motivazioni di questa scelta? A giudizio della Dogliotti potrebbero essere due: la prima è che le raccomandazioni devono essere culturalmente accettabili, altrimenti vengono ignorate, per cui enfatizzare il consumo di pesce e legumi, negli Stati Uniti, avrebbe potuto suscitare un generale sentimento di repulsione, visto l’elevato consumo giornaliero di carne della popolazione statunitense. La seconda punta sul potere dell’industria della carne negli Stati Uniti e sui suoi interessi. Che ovviamente non coincidono con le evidenze di cancerogenicità legate a un eccesso di consumo e con quelle ambientali che indicano come la produzione di carne sia una delle principali cause delle emissioni globali di gas serra.
Quanti cereali?
Un’altra anomalia è rappresentata dal fatto che i cereali, di cui pure si raccomanda l’assunzione giornaliera di 2-4 porzioni, si trovano al vertice della piramide Usa, da sempre destinato agli alimenti da consumare occasionalmente. Una possibile spiegazione la offre sempre la dottoressa Elena Dogliotti al Corriere indicando come i nordamericani siano abituati a scegliere, come fonti di carboidrati amidacei, soprattutto alimenti processati. Al di là delle intenzioni, però, la rappresentazione può contribuire alla crescente demonizzazione a cui sono soggetti, soprattutto negli ultimi anni, i cereali, additati come responsabili dell’incremento ponderale.
Le linee guida in sintesi
Le Dietary guidelines for Americans invitano gli americani ad incrementare l’assunzione di cereali integrali, latticini, frutta, verdura, prediligendo il consumo di grassi buoni e limitando il consumo di alimenti trasformati, zuccheri aggiunti, sodio, grassi saturi ed additivi chimici. Nello specifico, vengono fornite le seguenti indicazioni:
- Mangiare nelle giuste quantità, tenendo presente che le calorie di cui ciascuno necessita quotidianamente dipendono da età, sesso, statura, peso e livello di attività fisica. È importante porre attenzione sia alle porzioni consumate, in particolare quando si tratta di alimenti ad elevata densità energetica, sia alla quantità di liquidi introdotta giornalmente, prediligendo il consumo di acqua, naturale o frizzante, e limitando il consumo di bevande zuccherate, bibite gassate ed energy drink.
- Prediligere il consumo di alimenti proteici ad ogni pasto, dando priorità a quelli contenenti proteine di elevata qualità, quali uova, pollame, carne rossa, senza escludere alimenti di origine vegetale come legumi e frutta a guscio.
- Prediligere, alla frittura, metodi di cottura più semplici, quali cottura al forno e alla griglia.
- Insaporire gli alimenti, se desiderato, attraverso l’utilizzo di sale, spezie ed erbe aromatiche. Si raccomanda, però, di non eccedere con l’assunzione di sodio, riportando delle raccomandazioni giornaliere che variano a seconda della fascia di età, partendo da un fabbisogno minore di 1200 mg/die per la fascia di età 1-3 anni fino ad arrivare ad un fabbisogno inferiore a 2300 mg/die al di sopra dei 14 anni.
- Prediligere il consumo di latticini interi senza zuccheri aggiunti, raccomandando l’assunzione di tre porzioni al giorno in caso di un apporto calorico pari a 2000 Kcal/die.
- Mangiare frutta e verdura fresca ogni giorno, lavandola accuratamente prima del consumo e limitando l’assunzione di succhi di frutta e di verdura, anche se al 100%. In un regime dietetico da 2000 Kcal/die, si raccomanda il consumo di 2 porzioni di frutta e 3 porzioni di verdura al giorno.
- Prediligere il consumo di alimenti ricchi di grassi buoni: uova, pollame, frutta secca, semi, olive, avocado e latticini interi.
- Prediligere, per la cottura, oli ricchi in acidi grassi essenziali, come l’olio di oliva.
- Prediligere il consumo di cereali integrali ai cereali raffinati, raccomandandone un consumo di 2-4 porzioni al giorno.
- Limitare il consumo di alimenti processati, zuccheri aggiunti e carboidrati raffinati, quali patatine, biscotti e caramelle, dando la priorità agli alimenti preparati in casa.
- Limitare il consumo di bevande alcoliche, raccomandando la completa astensione dal consumo di alcool a donne in gravidanza, a coloro che hanno avuto o hanno ancora problemi di alcolismo e a tutti coloro che soffrono di patologie o che assumono farmaci che possano alterare il metabolismo dell’etanolo.











