
Dal 15 gennaio parte l’Arbitro assicurativo che permetterà di risolvere le controversie fra clienti e compagnie pagando un costo di 20 euro e ricevendo una risposta al reclamo entro 6 mesi. Assoutenti solleva criticità su indipendenza e organizzazione
Annunciato da tempo, finalmente giovedì 15 gennaio parte ufficialmente l’Arbitro assicurativo che permetterà di risolvere le controversie fra clienti e compagnie in maniera veloce e a basso costo. Pagando un costo di 20 euro si potrà attivare questo strumento che, attraverso un organismo indipendente gestito dall’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (Ivass), fornirà una risposta al reclamo entro 6 mesi.
Arriva l’Arbitro assicurativo, 15 anni dopo quello bancario finanzario
Così come accaduto per l’Arbitro bancario finanziario (Abf), operativo dal 2009, lo strumento rappresenta un’alternativa pratica e veloce alle lunghe cause giudiziarie che ingolfano i nostri tribunali. In 15 anni di attività l’Abf ha gestito oltre 1 milione di ricorsi, di cui quasi la metà, tra il 40 e il 45%, sono stati accolti. Si tratta di casi di anatocismo, commissioni non dovute, usura, mutui e leasing, servizi di pagamento e carte, in cui gli utenti hanno ottenuto rimborsi, storni di interessi, annullamento di spese o rettifiche contrattuali. Le banche, pur non essendo formalmente obbligate a rispettare la decisione dell’Abf, quasi sempre eseguono le decisioni per evitare danni reputazionali legate alla pubblicazione dell’inadempienza.
L’auspicio è che ci siano gli stessi risultati (se non migliori) anche nel settore assicurativo italiano che solo nel 2024 ha registrato 113mila reclami. Lo strumento, infatti, si rivolge a una platea molto ampia: dai clienti dell’Rc auto, per controversie fino a 2.500 euro, a chi ha sottoscritto polizze danni o vita.
Tempi, modalità e costi per accedere all’Arbitro assicurativo
Per accedere all’Arbitro assicurativo non è necessario l’avvocato, ma è obbligatorio aver prima presentato un reclamo alla compagnia o all’intermediario. Se entro 45 giorni non arriva una risposta, o se questa non soddisfa il cliente, si può avviare il ricorso, per via telematica, pagando un contributo di 20 euro, che peraltro viene restituito in caso di accoglimento.
Gli ambiti di intervento sono: controversie su contratti assicurativi vita e danni, incluse violazioni di adeguatezza, ritardi nelle prestazioni, mancata consegna documenti, sconti Rc auto obbligatori, abbinamenti irregolari di coperture non assicurative e chiarezza della documentazione. I limiti risarcitori: fino a 300.000 euro per polizze vita ramo I con solo caso decesso; 150.000 euro per altri rami vita; 25.000 euro generali; 2.500 euro per Rc con azione diretta del terzo danneggiato.
È possibile presentare ricorsi relativi a vicende già accadute, purché il reclamo sia stato presentato nei 12 mesi precedenti e il fatto non risalga a oltre tre anni prima.
Il collegio dell’arbitro, composto da cinque membri (3 nominati dall’Ivas, uno dalla compagnia assicurativa e uno dall’intermediario o consumatore a seconda del caso), esamina il caso e decide entro 180 giorni, con una possibile proroga di ulteriori 90 giorni per le situazioni più complesse.
La decisione dell’Arbitro sul ricorso non è vincolante per la compagnia assicurativa: se, tuttavia, l’azienda non la rispetta, la notizia dell’inadempimento resta pubblicata sul sito dell’arbitro per un periodo di 5 anni e deve rimanere in evidenza per 6 mesi sul sito della compagnia stessa. In ogni caso se il cliente o la compagnia si ritengono insoddisfatti possono comunque sempre rivolgersi all’autorità giudiziaria.
L’auspicio dell’Ivass è che l’arbitro sia “destinato a diventare anche un osservatorio privilegiato sulle criticità ricorrenti del settore, consentendo alla vigilanza di intervenire in modo più mirato e tempestivo a beneficio dell’intero sistema”.
Assoutenti denuncia criticità di indipendenza e organizzazione
Le Associazioni dei consumatori accolgono con favore l’istituzione (anche se in ritardo) dell’Arbitro assicurativo che estende la tutela degli assicurati anche agli altri tipi di polizze assicurative, andando a completare quel tassello ancora mancante nella tutela a 360 gradi dei consumatori.
Ma ci sono alcuni profili critici che Assoutenti ritiene doveroso evidenziare perché incidono direttamente sulla credibilità e sull’efficacia del nuovo istituto. “Il primo nodo riguarda l’indipendenza dell’Arbitro: dopo una lunga gestazione, avremmo auspicato la nascita di un organismo pienamente autonomo, e non incardinato presso Ivass, autorità che nella sua storia ha spesso assunto posizioni sovrapponibili a quelle dei soggetti vigilati . scrive l’Associazione – Per questo motivo, pur prendendo atto della qualità e del prestigio dei componenti del collegio, Assoutenti auspica che i tre arbitri di nomina Ivass dimostrino, nei fatti, una indipendenza forte e inequivocabile dal mondo assicurativo. In questo contesto non può essere ignorato che alcuni arbitri risultino collegati a studi professionali che hanno, o hanno avuto, rapporti con compagnie di assicurazione. La domanda è inevitabile: saranno davvero indipendenti dagli interessi delle imprese assicurative? La credibilità dell’Aas si giocherà tutta su questo punto: sulla capacità di garantire decisioni libere da condizionamenti e realmente orientate alla tutela dei diritti degli assicurati, soprattutto nelle controversie più delicate, come quelle in materia di risarcimento danni e polizze vita complesse”.
Il secondo profilo critico riguarda l’organizzazione: “la scelta di partire con un collegio unico a Roma solleva forti perplessità. I numeri parlano chiaro: nel solo 2024 il comparto assicurativo ha generato oltre 113mila reclami. È realistico pensare che un unico collegio possa reggere, in tempi ragionevoli, un potenziale afflusso di migliaia di ricorsi? Assoutenti ritiene che sarebbe stato più efficace prevedere sin dall’inizio una struttura articolata, almeno su base regionale o macro-regionale. Questo avrebbe consentito una maggiore prossimità ai cittadini, una migliore conoscenza delle prassi territoriali e una più rapida gestione dei procedimenti.
“L’Arbitro assicurativo rappresenta senza dubbio un esperimento importante e una possibile valvola di sfogo per il sistema giudiziario. Ma proprio per questo deve essere messo nelle condizioni di funzionare al meglio – dichiara il presidente di Assoutenti Gabriele Melluso – Assoutenti vigilerà con attenzione sull’operato dell’Aas, pronta a collaborare in modo costruttivo, ma altrettanto pronta a segnalare criticità e distorsioni”.








