
Nel pacchetto Omnibus, sulla semplicazione normativa, l’esecutivo della Von der Leyen propone un’autorizzazione illimitata per le sostanze attive oggi consentite, con poche eccezioni. Un favore all’agroindustria che penalizza ambiente e consumatori
Meno vincoli all’uso dei pesticidi: la Commissione Ue con il pacchetto Omnibus Food and Feed safety propone per la maggior parte delle sostanze attive immesse sul mercato (attuali e future) un’autorizzazione illimitata. Lo denuncia Foodwatch, Ong europea che si batte a tutela della sicurezza alimentare per i consumatori, che ricordo come le autorizzazioni a tempo determinato sarebbero possibili solo per:
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sostanze identificate come candidate alla sostituzione;
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sostanze approvate nell’ambito di deroghe specifiche e temporanee;
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sostanze che hanno suscitato un forte dibattito durante la valutazione a causa di incertezze.
“Questo è pericoloso perché modifica in modo significativo la logica della normativa” denuncia Foodwatch. Finora, infatti, è stato soprattutto in occasione dei rinnovi periodici che le sostanze sono state vietate (ad esempio Mancozeb, Chlorpyrifos). “È spesso in questa fase che emergono nuove evidenze scientifiche che consentono ai regolatori di intervenire. Eliminare di default questa revisione periodica mette a rischio la salute e l’ambiente” attacca la Ong.
Allo stesso tempo, la Commissione ha cercato di rassicurare introducendo la possibilità di redigere periodicamente elenchi di sostanze che dovrebbero comunque essere sottoposte a rinnovo sulla base di indicazioni di problemi di sicurezza. Tuttavia, sarà la Commissione stessa ad avere questo potere. Inoltre, pur potendo proporre sostanze da riesaminare, la Commissione non avrebbe alcun obbligo né vincoli temporali periodici per farlo.
Infine, la Commissione propone che i prodotti fitosanitari – ovvero la miscela finale di una sostanza attiva più antidoti o sinergizzanti – restino soggetti ad autorizzazioni a tempo determinato, con una durata massima di 15 anni, anche se la sostanza attiva contenuta beneficia di un’autorizzazione illimitata. Da Foodwatch però smontano quella che apparentemente sembra una buona notizia: “Questa norma non ridurrebbe il carico di lavoro delle autorità nazionali, che continuerebbero a valutare e ri-autorizzare regolarmente i prodotti a livello nazionale. Allo stesso tempo, le loro valutazioni potrebbero basarsi su evidenze scientifiche meno aggiornate, poiché la sostanza attiva non sarebbe più soggetta a rinnovi periodici e le aziende avrebbero quindi minori obblighi di presentare nuovi studi nel tempo”.
Il testo inoltre riduce il margine di manovra degli Stati membri nello svolgimento delle valutazioni. Essi dovranno basarsi sull’ultima valutazione della sostanza attiva effettuata a livello Ue. Qualora ritengano necessario aggiornare le conoscenze scientifiche, dovranno chiedere alla Commissione di farlo. Ciò riduce la loro capacità di integrare le più recenti evidenze scientifiche.
Un altro elemento negativo introdotto dal pacchetto Omnibus sono i tempi per il phase out oggi di 18 mesi (6 mesi per la vendita e 12 mesi per l’eliminazione delle scorte) che potrebbe addirittura estendersi fino a 3 anni in base alle richieste delle aziende.
Di fronte a questi allentamenti nella sicurezza alimentare, la proposta della Ue di intervenire sui pesticidi vietati in Europa che rientrano però con i cibi importati, rischia di diventare solo fumo negli occhi dei consumatori.









