Cibo per gatti, poca trasparenza e ricette uguali per tanti marchi

croccantini

Una lettrice ci segnala che, cercando i prodotti migliori per il suo gatto, si è accorta che la maggior parte delle marche “minori” vendono prodotti all’apparenza diversi, che però contengono gli stessi ingredienti, addirittura nelle stesse formulazioni. Inoltre in nessun caso si precisa dove o da chi vengano prodotti poiché l’unica indicazione presente è “distribuito da” (che non vuol dire molto)

Cosa contengono i croccantini che compriamo per il nostro gatto? Difficile dirlo, a meno di mettersi a fare ricerche approfondite come ha fatto una nostra lettrice che si è preoccupata di quello che stava dando da mangiare ai suoi gatti. Nel cercare i prodotti migliori si è accorta che la maggior parte delle marche “minori” di cibi per animali vendono prodotti all’apparenza diversi, che però contengono gli stessi ingredienti, addirittura nelle stesse formulazioni. Inoltre in nessun caso si precisa dove o da chi vengano prodotti poiché l’unica indicazione presente è “distribuito da” (che non vuol dire molto).

Poca trasparenza e ricette uguali per tutti

Il dubbio che solleva la nostra lettrice è che sul cibo per gli animali non ci sia l’obbligo di dichiarare il produttore ed effettivamente abbiamo verificato che i regolamenti europei che normano il settore, il n.183/2005 e il n. 767/2009, prevedono l’obbligo di stampare sulla confezione il numero di approvazione dello stabilimento di produzione ai fini della tracciabilità. In pratica per capire chi è il produttore bisogna andarlo a cercare come ha fatto la nostra lettrice che con le sue ricerche è risalita ad un’azienda inglese, la GA Pet Food Partners, che offre una formula di vendita per cui le aziende scelgono una ricetta standardizzata, uguale per tutti, e acquistano il prodotto da rivendere etichettandolo con il proprio marchio, grazie a un kit per creare la propria etichetta che viene messo a disposizione dalla stessa GA. Effettivamente sul sito dell’azienda c’è proprio il manuale per diventare un loro partner di vendita. Basta compilare un modulo, crearsi la propria etichetta e fare l’ordine del prodotto scelto. E sull’etichetta è possibile inserire lo slogan che si desidera, per mettere in evidenza le proprietà degli ingredienti, i benefici della ricetta etc. E infatti c’è chi scrive che il prodotto è bio, naturale, organic, human grade o certificato. Senza nessun riferimento reale specifico. A livello europeo c’è una proposta di regolamento per allineare le regole dell’etichettatura del pet food biologico a quelle valide per gli alimenti destinati al consumo umano prevedendo, ad esempio, il prefisso “bio” quando tutti gli ingredienti provengono dalla produzione biologica e se almeno il 95% della sostanza secca è organica.

La nostra amica ha trovato la stessa identica lista di ingredienti per i seguenti marchi, che hanno come produttore la GA Pet Food Partners: RH Pet Food, Noa Connoisseur, Yummy Conoisseur, Vita+ Connoisseur Gaia Per Food, Officina Petfoodlab, PetGnam, PetBestChoice Linea Salute Platino, Stitch’s Lunch, NaturFood, Natur Cuisine, BeateVivo, Animal Pappa – Gioiello, Natura+, Wellcrocc, Naturapet, Felinea, Animalove, Cibo di Beppo, Valix nutrition, Mangus del sole, Hudson’s, Paw seasons.

Al di là della qualità di questi cibi, il dubbio sollevato è proprio sulla trasparenza delle informazioni al consumatore che vorrebbe effettuare una scelta più consapevole tra i vari prodotti in vendita. Ancora oggi, infatti, il cibo per gli animali domestici è poco regolamentato e viene presentato con claim stampati a lettere cubitali sulle confezioni che rispondono più a strategie di marketing e non alla necessità di avere informazioni sugli ingredienti e sul valore nutrizionale del prodotto. Tali informazioni spesso sono collocate sul retro della confezione e sono illeggibili. Il pet food, infatti, non è soggetto ai requisiti di altezza minima dei caratteri prevista dal regolamento n. 1169/11 per le informazioni obbligatorie in etichetta dei prodotti alimentari.

L’iniziativa di Coop per differenziare l’offerta

Per porre un freno a questo dilagare di ricette e formulazioni uguali e standardizzate Coop si è impegnata di recente ad aumentare l’offerta dei prodotti a marchio dedicati agli animali. Dopo aver parlato a lungo con i fornitori (abituati a vendere a tutti la stessa ricetta) ha fornito loro delle precise linee guida e a febbraio ha lanciato sul mercato 4 nuove linee di prodotti a marchio Coop dedicati a cani e gatti.
“Non si è trattato di una mera apposizione di etichette Coop sui prodotti – ha precisato Caterina Gozzoli, product specialist di Coop Italia – ma di un rapporto di collaborazione con i fornitori per formulare prodotti ad hoc, dalla selezione delle materie prime al bilanciamento delle formulazioni. Un esempio? L’assenza di coloranti, per noi fondamentale, sacrificando un aspetto più giocoso, come per gli snack, in favore della salute dell’animale”.

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D’altronde chi ha un animale in casa è sempre più attento alla qualità dei prodotti che gli dà da mangiare. E l’industria non può sottovalutare i segnali di un mercato che vale 6,8 miliardi all’anno e conta, solo in Italia, 19 milioni tra cani e gatti domestici.