Carne coltivata, per evitare la bocciatura Ue, Lollobrigida costretto a rivedere la legge

CARNE COLTIVATA

Non c’è il ritiro della legge sulla carne coltivata ma il governo italiano ha ritirato la notifica alla Ue con la quale si “sondava” Bruxelles sul come rendere la norma compatibile con il diritto comunitario. Lollobrigida: “Nessuna retromarcia la approveremo”. Sì ma con quali sostanziali modifiche alla Camera?

Retromarcia del governo Meloni sulla carne coltivata? Il ministro Francesco Lollobrigida giura di no – “Nessun ritiro della legge, a breve l’ok definitivo alla Camera”. Eppure l’Italia un passo indietro sulla legge che vieta “la produzione e vendita di cibo sintetico” l’ha compiuto a Bruxelles ritirando, come ha scritto Il Foglio, la “notifica Ue per un approfondimento delle tematiche oggetto del ddl, alla luce della discussione parlamentare in corso e delle modifiche che il testo potrebbe subire”.

Il che significa che alcuni rilievi di incompatibilità con la normativa Ue sono arrivati chiari e tondi all’Italia e la maggioranza in sede di approvazione dovrà approvare modifiche al testo di legge voluto dal ministro Lollobrigida e ispirato da una mobilitazione della Coldiretti.

Andiamo con ordine cercando di ricostruire tutti i fatti. Lunedi 16 ottobre si apprende che il governo italiano ha ufficialmente ritirato la notifica Tris (Technical Regulations Information System) per il disegno di legge sulla “carne sinteica” presentato dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, approvato il 28 marzo scorso dal Consiglio dei ministri “con procedura d’urgenza” e che ha ricevuto il primo disco verde dal Senato il 19 luglio.

Di cosa si tratta la notifica Tris? È un sistema adottato dall’Unione europea attraverso la quale gli Stati membri possono comunicare nuove regole tecniche prima di renderle ufficiali, in modo da prevenire ostacoli al libero commercio nel mercato unico, assicurando la circolazione dei prodotti senza incorrere in ostacoli. Quindi l’Italia ha inviato preventivamente il testo della proposta per chiedere un parere preventivo e il fatto che abbia ritirato la notifica può significare: il governo va allo scontro con Bruxelles rischiano l’infrazione oppure che ha recepito gli ambiti che vanno cambiati della legge per renderla compatibile con il diritto comunitario.

Scrive Oipa, Organizzazione internazionale protezione animale: “Il ritiro della notifica può essere considerato come un modo per evitare una bocciatura ufficiale da parte della Commissione europea. Solo dopo un riscontro positivo alla notifica Tris il Parlamento avrebbe potuto approvare la legge sulla “carne coltivata”.

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Duro il commento dei senatori e deputati del Movimento 5 Stelle in Commissione Agricoltura Sabrina Licheri, Gisella Naturale, Luigi Nave, Alessandro Caramiello, Sergio Costa e Francesco Silvestri: “Mentre in pubblico continua a combattere la sua assurda guerra contro la carne coltivata, in gran segreto il governo ha richiesto a Bruxelles la revoca della notifica della legge che proibisce i cibi da ‘colture cellulari’. Un mezzuccio per evitare l’inevitabile bocciatura della Commissione, che però non proteggerà il ministro e l’esecutivo dalla figuraccia pubblica per l’ennesima retromarcia. Forse a volte basterebbe evitare i grandi annunci, per non fare solo ed esclusivamente una figuraccia dopo l’altra”.

Il ministro Lollobrigida affida la sua replica in un post su Facebook per smentire il ritiro della legge: “Si tratta solo di una questione formale. È stata ritirata la notifica all’Ue, per rispetto nei confronti del lavoro del nostro Parlamento. Una procedura attivata in altre occasioni, non solo dall’Italia. Il Ddl ha già avuto il via libera in Senato, è stato appena approvato in Commissione alla Camera e a breve verrà discusso e, io ritengo, approvato dall’Aula di Montecitorio”.