Quali sono i tipi di macchie della pelle nei bambini

bambini macchie

Le macchie della pelle dei bambini vanno osservate con attenzione, così come nella fase delicata dell’adolescenza, quando comincia il percorso dell’accettazione e il confronto con i pericoli del bullismo. Ecco come riconoscerle e come intervenire.

 

Cosa nascondono le macchie della pelle? Quante tipologie e cosa indicano le macchie della pelle nei bambini? Come cambia la nostra pelle nella fase di crescita e perché è importante proteggerla?

La pelle ci protegge dal mondo esterno o ci ripara come una coperta, regolando la temperatura corporea. La pelle è anche il primo rivestimento estetico e visibile di una persona. Esistono pelli luminose, grazie alla vitamina D, quella stessa sostanza in gran parte sintetizzata dal nostro organismo, attraverso l’assorbimento dei raggi del sole operato dalla cute. Raggi ultravioletti in alcuni casi alleati, in altri pericolosi se esponiamo troppo questa pelle, senza proteggerla.

E ci sono pelli più sensibili, vulnerabili a delle condizioni patologiche cutanee come la psoriasi e l’acne.

Per questo possiamo scegliere di proteggerla, di dedicarle le nostre cure e attenzioni per rimanere in salute. Ma è importante anche riconoscere i segnali che possano aiutarci a prevenire delle patologie o semplicemente a riconoscere i segni naturali di un cambiamento.

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Nei bambini e negli adolescenti la pelle può subire dei mutamenti o manifestare reazioni che non sono malattie, ma possono compromettere il sereno percorso di crescita, soprattutto a causa del bullismo.

 

Cosa sono le macchie della pelle nei bambini

La dottoressa Maya El Hachem dell’Unità Operativa di Dermatologia Ospedale Bambino Gesù introduce il capitolo “Adolescenti e pelle”, per il magazine “A scuola di salute”, un manuale illustrato che raccoglie tutti gli aspetti della pelle nei bambini: dalle patologie alle macchie cutanee, che non sempre sono malattie, ma spesso si tratta di reazioni o mutamenti. (Qui per consultare la rivista: https://issuu.com/ascuoladisalute/docs/a_scuola_di_salute_-_percorsi_di_cu_7acc008a5482f5

E qui per scoprire come prendersi cura della pelle dei neonati).

L’obiettivo primario, in ogni caso, è quello di sensibilizzare le generazioni alla cura e all’accettazione di sé e dell’immagine, a riconoscere i segni di una patologia per la prevenzione o di una reazione quasi normale della pelle, ma anche a combattere il bullismo, un pericolo insidioso nell’età della formazione.

Le macchie cutanee o macchie della pelle nel bambino sono lesioni piatte di colorito diverso dalla cute normale, ma di uguale consistenza.

Le macchie possono essere di 2 macrocategorie:

  • Macchie ipercromiche (colore più scuro);
  • Macchie ipocromiche (colore più chiaro) sino ad arrivare all’acromia (assenza di pigmento).

 

Cosa sono le macchie chiare nei bambini

Le macchie chiare che compaiono durante o dopo l’esposizione al sole non sono sempre causate da un’infezione da funghi (detta micosi).

Le cause più frequenti in età pediatrica sono le cosiddette ipocromie secondarie e la pityriasis alba.

Fatta eccezione per la tigna, le altre infezioni superficiali da funghi sono piuttosto rare prima della pubertà.

 

Le macchie secondarie nei bambini

Le macchie chiare possono essere anche ipocromie secondarie. La dottoressa El Hachem spiega che si tratta di una riduzione del pigmento, generalmente causata da una precedente lesione cutanea di natura infiammatoria come ad esempio una puntura di insetto, l’impetigine o altro.

La localizzazione più frequente è a livello degli arti, in particolare quelli inferiori, maggiormente soggetti alle punture di insetto e a traumi di varia natura.

L’occhio attento di un dermatologo o pediatra osserva delle macchie cutanee di colorito più chiaro rispetto a quello della cute normale, di forma rotondeggiante o lineare a seconda dell’eziologia, a margini generalmente netti. I bambini non lamentano alcun sintomo, ma si possono riconoscere a vista.

Per queste manifestazioni cutanee non viene indicata alcuna terapia, perché la regressione delle ipocromie secondarie è di solito spontanea. Queste macchie sulla pelle dei bambini scompaiono nell’arco di diversi mesi, a volte anche di un anno.

 

Cosa sono gli eczemi nei bambini

Il bambino può manifestare anche quella che in ambito clinico si definisce pityriasis alba. Si tratta di lesioni eczematose in via di risoluzione in cui prevale, oltre al colorito biancastro, la secchezza e quindi una sottile desquamazione della cute, o chiazze di cute ruvida. La pityriasis alba è di solito asintomatica o lievemente pruriginosa.

La pityriasis alba colpisce più spesso il volto (da cui il nome di pityriasis alba faciei), gli arti, anche se talvolta è diffusa su tutta la superficie corporea.

 

I bambini con pityriasis alba sono sempre allergici?

La pityriasis alba costituisce uno dei segni minori dell’atopia, ma non tutti i bambini affetti da pityriasis alba sono allergici e non tutti i bambini allergici hanno la pityriasis alba.

L’atopia, invece, è un’ipersensibilità della pelle agli allergeni presenti nell’ambiente circostante di origine genetica. Oppure il corpo reagisce eccessivamente ad alcuni allergeni e irritanti come la polvere, il polline, e altri fattori esterni. L’atopia si manifesta con asma, eczema o “raffreddore da fieno”, e in genere si cura con farmaci cortisonici.

L’eczema atopico dunque è una dermatite atopica, che è la forma più comune di eczema. Questa manifestazione della pelle provoca prurito, secchezza e screpolature. Può presentarsi nel primo anno di vita ma anche per la prima volta in età adulta.

 

L’eczema non è contagioso

Partiamo dalla pityriasis alba che non è assolutamente contagiosa. Questa tipologia di macchie cutanee può colpire uno o più bambini della stessa famiglia perché hanno la stessa costituzione. In caso di cute secca o anche eventuale familiarità per malattie allergiche.

Inoltre, dato che dipende principalmente dal tipo di cute, potrebbe anche ripresentarsi più volte nello stesso bambino: si tratta infatti di una manifestazione recidivante, soprattutto prima della pubertà.

La pityriasis alba si cura semplicemente applicando creme idratanti adeguate. Gli esperti consigliano di utilizzarle assiduamente, anche durante la stagione invernale, per prevenire la recidiva delle macchie bianche durante o dopo la stagione estiva.

Nelle forme di pityriasis alba lievemente arrossate è indicato l’uso di creme lenitive.

Anche l’eczema, la dermatite più frequente, non è contagioso. Rappresenta una particolare modalità di reazione della cute rispetto a vari fattori interni ed esterni ed è caratterizzato dalla presenza di rilievi o vescicole, di desquamazione, di prurito e arrossamento.

Non esiste una cura dell’eczema ma, piuttosto, una serie di terapie e trattamenti che aiutano ad alleviare i fastidi, a prevenire la comparsa di nuovi focolai e a migliorare la condizione generale.

Nei casi in cui sia stato individuato, o sospettato, un fattore esterno come causa principale dell’eczema, questo deve essere immediatamente eliminato. In ogni caso è consigliabile evitare l’uso di sostanze irritanti e proteggere la pelle usando creme o lozioni emollienti e tessuti appropriati.

 

Altre cause delle macchie chiare o acromie nei bambini

Le altre manifestazioni cutanee più frequenti sono i nevi acromici e la vitiligine.

I nevi acromici sono spesso isolati, raramente possono far parte di sindromi più complesse, mentre la vitiligine è una malattia che può associarsi ad altre malattie su base immunologica e in particolare a carico della tiroide.

 

Come distinguere l’acromia dalla vitiligine

In genere i nevi acromici si presentano entro i primi anni di vita e aumentano di dimensione solo in proporzione alla crescita del bambino.

La vitiligine, invece, colpisce generalmente il volto (palpebre, regione periorale) e le zone suscettibili a trauma, il volto, gomiti, ginocchia, genitali. Si presenta con macchie acromiche a margini convessi e netti e tende ad evolvere sia con la comparsa di nuove lesioni che con l’estensione delle stesse. Per la cura sono disponibili diversi trattamenti.

 

Il fungo di mare nella pelle dei bambini

La dottoressa El Hachem fa chiarezza sulla giusta definizione del cosiddetto “fungo di mare”. Si tratta in realtà di pityriasis versicolor, che si manifesta a con la comparsa progressiva di macchie ipocromiche talora lievemente arrossate o raramente di colorito brunastro, ricoperte da una desquamazione sottile, furfuracea.

In realtà il “fungo di mare” è piuttosto raro prima della pubertà quando colpisce più frequentemente il volto rispetto al tronco (localizzazione tipica dopo lo sviluppo).

Si tratta di un fungo che, localizzato normalmente all’interno dei follicoli dei nostri peli, in particolari condizioni (caldo-umido) può sviluppare un’infezione superficiale. Le zone colpite non si abbronzano pertanto spesso si manifestano le macchie acromiche durante l’esposizione al sole e pertanto viene erroneamente incriminato il mare.

È importante ricordare che solitamente anche dopo il trattamento antifungino residuano delle macchie ipocromiche le quali si pigmenteranno successivamente, dopo l’esposizione al sole.

 

L’esposizione al sole è pericolosa per la pelle dei bambini?

In generale, l’esposizione solare aggressiva e senza protezione adeguata accentua tutte le lesioni acromiche poiché aumenta il contrasto tra la macchia e la cute sana. Un’esposizione progressiva consente invece la ripigmentazione (ricolorazione) come ad esempio nel caso della pityriasis versicolor.