Emissioni C02, perché tra dieta vegetariana e vegana c’è molta differenza

vegetariana vegana

La lotta al cambiamento climatico è una delle priorità assolute per la popolazione mondiale,  e tra le tante azioni che anche il singolo cittadino può mettere in atto c’è sicuramente quella di scegliere una dieta meno impattante dal punto di vista delle emissioni. Ecco perché non basta evitare la carne per fare il massimo

 

A misurare l’impatto ambientale del cibo è stato il sito Our World in Data, specializzato in dati sullo sviluppo globale, in partnership con l’Università di Oxford. Com’è risaputo, ormai, produrre carne è l’attività più pesante per l’emissione di gas serra: Una bistecca, tra emissione di metano delle mucche e emissioni dovute alla produzione, è legata a 129.75 chili di C02 equivalente per chilogrammo. Nella classifica dei cibi legati a maggiori emissioni inquinanti ci sono anche gli hamburger di carne bovina, con 53,98 chili di C02 equivalente per chilogrammo. Ma dopo questa tipologia di carne, seguono cibi che si adattano anche all’alimentazione vegetariana ma poco alla riduzione dell’impatto ambientale: il formaggio (la tipologia è quella “maccheroni cheese”, genericamente formaggio per condire la pasta), con 16.85 chili, Uova (4.44). Vengon poi riso, latte vaccino, lasagne vegetali, latte di cocco, lenticchie.

I prodotti virtuosi

Al contrario, risultano di poco impatto sulle emissioni, patate, mandorle (inclusa la bevanda che ne deriva), a sorpresa le banane e il pane.

Mucche da latte o da carne?

In generale, come riporta anche AgriFoodToday, secondo gli scienziati l’impatto sui gas serra della carne delle razze da latte è inferiore di due terzi rispetto alle mucche allevate solo per essere macellate. Le prime infatti sono produttrici più efficienti di calorie, dato che comunque a fine vita anche loro saranno usate per produrre carne. Eppure, secondo Hannah Ritchie, ricercatrice e fondatrice del sito, intervistata dal The Times,“Se si cercasse di incrementare gli allevamenti di vacche da latte fino alle dimensioni di quelli di vacche da carne per soddisfare tutte le nostre richieste di carne, avremmo solo un’enorme eccedenza di latte”.

I dubbi sui punti non esplorati

La ricerca, pur molto interessante, lascia però in ombra alcune questioni importanti. Come scrivevamo sopra, le banane sono responsabili di poche emissioni, probabilmente perché non vengono conteggiate quelle necessarie a trasportarle dall’altra parte del mondo, come in Europa. E ancora: l’avocado risulta virtuoso, e probabilmente lo è, ma è anche uno dei frutti più idrovori del mondo, le cui piantagioni intensive sono in grado di mettere in ginocchio intere comunità contadine, già assediate dalla siccità. Anche questo non viene considerato, così come un tema importantissimo: di quante emissioni sono responsabili le filiere di produzione dei fertilizzanti usati pesantemente in molte di queste colture?

Non conosci il Salvagente? Scarica GRATIS il numero con l'inchiesta sull'olio extravergine cliccando sul pulsante qui in basso e scopri cosa significa avere accesso a un’informazione davvero libera e indipendente

Sì! Voglio scaricare gratis il numero di giugno 2023