Bere compulsivamente senza limiti, i rischi del potus

potus

L’alcolismo viene considerata una vera a propria malattia, un disturbo che compromette la vita quotidiana della persona e che determina l’insorgenza di ulteriori patologie. Scopriamo insieme i rischi e le conseguenze del potus, ovvero il comportamento di chi beve senza limiti 

Un termine che pochi conoscono, non obbligatoriamente correlato alle sostanze alcoliche, ma che, in questo articolo, esamineremo nel contesto della dipendenza da alcol. Derivante dal latino, potus significa letteralmente potare, bere, e viene usato in medicina per indicare un comportamento compulsivo che porta a bere alcolici senza limiti di sorta.

Si tratta di un uso eccessivo di bevande alcoliche le cui conseguenze ricadono sulla vita del dipendente: relazioni sociali, rapporti professionali, prestazioni fisiche e mentali, vengono compromesse a causa dell’abuso di alcol.

Il bevitore si dimostra incapace di interrompere il consumo di alcol poiché non riesce ad astenersi. Bere non è più un’abitudine sociale, ma una necessità che causa un vero e proprio stato di astinenza al primo tentativo di interruzione.

Potus e alcol, le conseguenze sulla salute

Eccedere nel consumo di alcolici fino a diventarne dipendenti ha serie e deleterie conseguenze sulla salute dell’individuo. Il danneggiamento può essere generalizzato, anche se i primi organi a mostrare segni di sofferenza solitamente sono il cervello e il fegato.

Aggressività, alterazioni dell’umore e della personalità, difficoltà di concentrazione, scarse capacità mnemoniche, difficoltà a mantenere una soglia di attenzione e di concentrazione costante: le persone affette da alcolismo manifestano tutta una serie di segnali che indicano il cosiddetto deterioramento cognitivo.

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Sintomi e segnali che si riflettono sui rapporti dell’alcoolista che va incontro a una maggiore possibilità di confrontarsi in maniera litigiosa, dando seguito e interruzione dei rapporti, delle relazioni, comprese quelle coniugali, spesso compromesse definitivamente, con conseguente separazione proprio a causa dell’alta conflittualità.

Nei casi più gravi, l’alcolista può arrivare ad avere manifestazioni legate a sintomi psicotici come allucinazioni  o segnali che potrebbero far pensare a un disturbo psichiatrico, ma che in realtà sono legate allo stato di alterazione. L’alcool inoltre può slatentizzare disturbi psichiatrici pregressi.

Fegato e alcol, i danni derivanti dall’abuso

Come anticipato nel precedente paragrafo, i danni legati all’abuso di alcol non si riflettono unicamente sul sistema nervoso, ma anche su un organo importante come il fegato.

Cirrosi, patologie epatiche e malattie derivanti, come disturbi cardiovascolari, diabete, infarto o ictus, e ancora gastrite, pancreatite, esofagite, hanno una maggiore percentuale di manifestazione nel soggetto alcolista. Persino la durata della vita media si accorcia di ben dodici anni.

A subire i danni di un consumo eccessivo di alcol tuttavia, oltre al cervello e al fetato, è anche il sistema endocrino-riproduttivo: aumenta infatti il rischio di infertilità, impotenza, alterazioni ormonali e diminuzione del desiderio. L’alcolista ha maggiori possibilità di sviluppare forme tumorali maligne, pensiamo ad esempio al tumore dell’esofago, del colon-retto, della larige e della mammella.

Le conseguenze derivanti da un uso eccessivo di alcol si riflette sul feto: l’abuso in gravidanza può dare luogo a un ritardo mentale poiché l’etanolo contenuto nella bevanda attraversa la placenta e interferisce sia con la crescita che con lo sviluppo del feto.