Aspirapolvere: la guida per scegliere quella giusta

ASPIRAPOLVERE

La scelta dell’aspirapolvere dipende da diversi fattori: dimensioni della casa, sicurezza, salute, presenza o meno di animali domestici. E poi: cavo e senza fili? “Manuale” o robot? Guida (ragionata) all’acquisto

Gli elettrodomestici di nuova generazione consumano meno e ci aiutano a risparmiare e proteggere l’ambiente. Acquistarne di nuovi, non è mai piacevole visto lo stato di sofferenza di molti bilanci familiari, ma qualche volta è indispensabile. Tanto vale in questi casi sfruttare gli incentivi previsti dal governo, tra i quali il Bonus elettrodomestici. Un beneficio per l’acquisto di elettrodomestici, apparecchiature per la casa e il rinnovo degli arredamenti delle abitazioni sottoposte a ristrutturazione.

Tra questi apparecchi, l’aspirapolvere è fondamentale per la salute e la respirazione. Quali sono le variabili da considerare nella scelta dell’aspirapolvere?

Il design

Un buon aspirapolvere può essere a:

  • Tubo rigido (telescopico) che si allunga e si ritrae;
  • Tubo flessibile e più agile.

È importante che il suo peso non sia troppo elevato. L’ideale sarebbe un’aspirapolvere da meno di 10 kg.

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La lunghezza del cavo

  • Quattro metri non sono mai sufficienti.
  • Mentre per chi opta per una “senza fili” non avrà problemi di spazio di manovra.

Il kit di accessori

  • Non possono mancare la spazzola universale e la bocchetta a lancia per catturare polvere nelle fessure più strette.

La potenza

  • I watt devono essere variabili. Una buona aspirapolvere viaggia tra i 1.200 e i 2.000 watt. Qualche modello Eco non supera i 1.000 watt. Il consumo energetico è fondamentale per risparmiare. Bisogna tenere d’occhio i watt aria (solitamente fra i 250 e 400 watt). Controllare sulle schede tecniche se è presente la potenza aria.

Sistemi di raccolta

  • Sacchetto di carta (il classico sistema che prevede il cambio del sacchetto quando è pieno);
  • Serbatoio (più funzionale, può essere estratto e lavato);
  • Filtro ad acqua (aspira anche i liquidi, adatto per garage e giardini);
  • Scarico a terra (più professionale, convoglia lo sporco in grandi contenitori centralizzati).

Rumorosità

Per la tranquillità propria e per il buon vicinato, si consiglia di acquistare apparecchi a bassa emissione acustica, riportata in decibel (dB) sul libretto delle istruzioni e sulla scheda tecnica.

Sicurezza

Un fattore importante per stabilire il grado di sicurezza di un aspirapolvere è il marchio IMQ che contraddistingue i prodotti con standard di sicurezza elevati. In ogni caso è consigliabile controllare sempre sull’etichetta il potere aspirante e la qualità dei filtri.

L’aspirapolvere giusta per te

La scelta, come potete immaginare, è personale, e dipende da altri fattori: le dimensioni della casa; il numero di mobili presenti; la presenza o meno di animali domestici che rilasciano peli; la presenza o meno di soggetti allergici.

Nel 2022 sono entrati nel mercato alcuni prodotti top di gamma della marca Dyson. Immancabile l’inossidabile Folletto della Vorwerk. Questi due prodotti sono piuttosto costosi, ma risultano essere tra i migliori investimenti per il futuro a lungo termine.

Nella scelta di questi apparecchi non dobbiamo mai dimenticare che l’aspirapolvere è un’apparecchiatura destinata alle pulizie della casa e a preservare anche la nostra salute. Infatti, l’inquinamento dell’aria negli ambienti interni è uno dei problemi più comuni denunciati dagli allergologi. Vivere in un ambiente salubre la cui aria sia libera da acari della polvere e micro-inquinanti è possibile anche grazie all’impianto di aspirapolvere centralizzato.

Nelle case moderne, altamente isolate dove gli spifferi sono annullati e di fatto non c’è ricircolo d’aria se non grazie ad un sistema di ventilazione forzata, è ancora più importante garantire una qualità dell’aria indoor a un livello elevato.

Come è nato l’aspirapolvere

L’aspirapolvere è stato inventato tra il 1865 e il 1876 negli Stati Uniti. Il primo apparecchio pare sia stato sviluppato da un inventore di Chicago. Molte fonti affermano che il primo brevetto fu rilasciato nel 1876 ad Anna e Melville Bissel per un apparecchio fissato su una carrozza trainata da cavalli, con una pompa azionata manualmente ed un lungo tubo utilizzato per pulire i tappeti, si chiamava infatti “Bissell Carpet Sweeper”.

I primi due aspirapolvere elettrici apparvero quasi contemporaneamente ma concepiti da due diversi inventori.

Intorno al 1901 Hubert Cecil Booth si meravigliò che per la pulizia dei treni venisse usato un apparecchio che soffiando aria allontanava la polvere e la sporcizia. Ideò un apparecchio più maneggevole e che era in grado di aspirare la polvere. Presentò la sua invenzione in Inghilterra ma la sua idea non riscosse successo.

L’altro inventore fu lo statunitense James Murray Spangler, un portinaio di Canton, nello Stato dell’Ohio. Utilizzando un ventilatore, una scatola e un cuscino costruì un aspirapolvere. Insieme alla forza aspirante il dispositivo utilizzava anche una spazzola rotante. Brevettò l’invenzione nel 1908 e vendette il brevetto alla società di suo cugino, la “Hoover Harness and Leather Goods Factory”. Negli Stati Uniti Hoover è tuttora uno dei leader nella produzione di elettrodomestici.

In Inghilterra il termine “Hoover” è strettamente associato all’aspirapolvere tanto da divenirne sinonimo, nell’uso corrente “doing the hoovering” è la definizione usata per l’operazione di passaggio dell’aspirapolvere.

Per molti anni l’aspirapolvere rimase un articolo di lusso, dopo la seconda guerra mondiale la sua diffusione aumentò.

Motori e tipologie di aspirapolvere

Nella storia si sono susseguite diverse tipologie di motori e aspirapolvere.

  • A passaggio diretto (Through flow). Nel motore a passaggio diretto l’avvolgimento elettrico viene raffreddato dall’aria che l’utilizzatore aspira tramite la bocchetta. I vantaggi di questa tipologia di motore sono la maggiore silenziosità, compattezza, peso ridotto, meno complessità nello sviluppo dell’aspiratore. Lo svantaggio è che non possono essere utilizzati per aspirare liquidi.
  • A flussi separati (By-Pass). Nel caso di motore a flussi separati, l’aria di aspirazione è completamente separata dall’aria di raffreddamento degli avvolgimenti elettrici. Il vantaggio di questa tipologia di motore è il fatto di poter essere utilizzato per aspirare qualsiasi tipo di sporco. Lo svantaggio è la maggiore rumorosità (in quanto è presente una ventola secondaria per il flusso di raffreddamento), l’ingombro maggiore, peso maggiore e maggiore complessità nello sviluppo dell’aspiratore.
  • A bidone. Di forma cilindrica, ha il motore avvitato nella parte superiore, protetto da un filtro di carta e il cilindro (di metallo) che serve per contenere la polvere. Esistono modelli che aspirano anche i liquidi e si differenziano dai modelli a traino anche per il fatto di avere un tubo flessibile (dove viene aspirata la polvere) di diametro maggiore ed è adatto anche all’uso in esterno.
  • Il Folletto, è stata una delle prime scope elettriche ad entrare nelle case degli italiani. È composta da un corpo centrale nel quale si trovano il motore, il filtro e il serbatoio per la polvere, dal quale fuoriesce un tubo rigido al quale è fissata una spazzola, che può essere di vari tipi, per varie superfici. Sul lato superiore si trova una impugnatura dotata di interruttore. Famosa anche la scopa elettrica De’ Longhi.
  • A traino (carrello). Il motore, il filtro e il sacchetto si trovano in un contenitore provvisto di rotelle dal quale fuoriesce un tubo flessibile all’estremità del quale si trova un tratto di tubo rigido e infine la spazzola.
  • Aspirabriciole portatile. Si tratta di piccoli aspirapolvere leggeri a batteria da tenere con una sola mano. Sono utilizzati per lavori leggeri e veloci. I vantaggi sono la leggerezza, la possibilità di utilizzarli anche lontano da una presa di corrente (ad esempio in auto) e il basso costo. I limiti principali sono l’autonomia e la potenza limitata.
  • Aspirapolvere Usb. Per la pulizia delle apparecchiature elettroniche è in commercio l’aspirapolvere Usb, un mini aspiratore collegabile ad un computer o ad un alimentatore Usb. Utile per la pulizia dalla polvere da apparecchiature elettroniche quali computer, tastiere, macchine fotografiche e utilizzabile anche per pulire la scrivania. Questo tipo di aspirapolvere è dotato anche di accessori per aspirare la polvere presente sotto i pulsanti delle tastiere.
  • Robot automatico. Il primo prototipo di robot aspirapolvere fu lanciato nel 1996 da Electrolux, con il nome di Tribolite.
  • Aspirapolvere multifunzione. Sono anche nati negli ultimi anni degli apparecchi che abbinano la funzione di aspirapolvere con quella di caldaia, soffiando vapore per pulire e aspirando lo sporco bagnato.
  • Aspirapolvere a ciclone. Il Dyson, per esempio, brevettato da James Dyson.
  • Aspirapolvere centralizzati. Gli impianti di aspirazione centralizzati sono composti da una centrale aspirante localizzata di solito in un locale di servizio della casa e dalla quale si diramano dei tubi nascosti nei muri che raggiungono tutti i locali della casa. Per l’utilizzo è sufficiente attaccare alle apposite prese aspiranti presenti sul muro un tubo flessibile provvisto di impugnatura e spazzola.
  • Veicoli aspirapolvere. Ad esempio, un vagone ferroviario aspirante utilizzato per la pulizia delle rotaie.

Il robot aspirapolvere

Il ritorno a casa dalle vacanze coincide con la ripresa dei lavori domestici. Il pensiero di prendere scopa o aspirapolvere, anche con il caldo opprimente, per eliminare polvere e parte della sporcizia che si è accumulata o torna a farlo sui nostri pavimenti – lo sappiamo – non è l’auspicio più gradevole per smaltire il relax delle vacanze, per chi le ha fatte. Per questo vi suggeriamo di rispolverare un classico intramontabile: il robot aspirapolvere la nostra guida per chi vuole optare per un’aspirazione automatizzata.