Steroli vegetali: gli integratori servono davvero?

STEROLI VEGETALI INTEGRATORI

Gli steroli vegetali sono molto usati per contrastare il colesterolo nel sangue ma bisogna ricordare che questo dipende solo dal 20% dal menu giornaliero. E gli integratori? Inefficaci e a volte neppure si disaggregano come ha dimostrato il test del Salvagente di maggio

In una dieta equilibrata, possiamo assumerne dai 200 ai 400 mg al giorno. Ma sono sempre di più le persone che, per scelta etica o per inseguire un regime alimentare salutistico, ne assumono oltre 700 mg giornalieri. Parliamo degli steroli vegetali (fitosteroli), ossia sostanze naturali presenti in:

  • Frutta e verdura (Sono particolarmente ricchi di steroli i broccoli, i cavolini di Bruxelles, i cavolfiori e le olive);
  • Frutta secca e semi (noci, pistacchi, semi di sesamo, semi di girasole);
  • Cereali, legumi, oli vegetali e altri alimenti di origine vegetale.

Gli steroli vegetali sono anche noti per la loro capacità di contrastare l’assorbimento del colesterolo nel sangue. Tuttavia non dobbiamo farci illusioni: queste sostanze sono beneficche ma non servono a ridurre totalmente il colesterolo.

Gli integratori a base di steroli vegetali sono utili?

Molti si domandano: gli integratori a base di steroli vegetali sono utili? E se no: possono far male? Il professor Filippo Crea, direttore del Dipartimento di Scienze cardiovascolari del Gemelli di Roma, intervistato nel numero di maggio dal Salvagente che: “Queste sostanze rischiano di essere addirittura pericolose, perché non abbiamo studi clinici sui benefici né sugli effetti collaterali”.

“Gli integratori alimentari – aggiunge l’esperto – non solo sono inutili contro il colesterolo ma rischiano addirittura di essere dannosi. Il motivo è molto semplice: di queste sostanze non conosciamo nulla, perché non ci sono studi clinici che possano confermare l’efficacia e anche il tipo di effetti sull’organismo”.

Molto diffusi sono gli integratori a base di riso rosso fermentato che aiuterebbero in presenza di livelli bassi di colesterolo. “L’ipercolesterolemia – osserva Crea – viene trattata con farmaci che non devono solo ridurre il colesterolo cattivo ma soprattutto il rischio di malattie cardiovascolari, ovvero ictus e infarto. Sviluppare un farmaco efficace prevede un investimento di 1-2 miliardi e trial clinici complessi. Per gli integratori non viene investito nemmeno un euro per valutare se e quanto siano in grado di evitare la mortalità. L’ipercolesterolemia deve essere affrontata con farmaci per ridurre con certezza il rischio di infarto e di ictus.”.

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Meglio una dieta bilanciata (ma non basta)

I nutrizionisti in caso di livelli non elevati di colesterolo rispondono con la dieta, consigliando di associare i cibi ricchi di steroli vegetali ad alimenti ricchi di fibre, pesce e prodotti integrali biologici. Una dieta bilanciata aiuta ad aumentare i valori del colesterolo buono.

Ma, gli steroli vegetali non sono miracolosi, tanto più se integrati, perché non sono capaci di completamente l’assorbimento di colesterolo (ipercolesterolemia), che in gran parte viene prodotto dal fegato.

I farmaci sono efficaci

Anche il professor Crea, a proposito di questi “miracolosi” prodotti, ricorda che l’esposizione alimentare contribuisce solo per il 20% ai livelli di colesterolo nel sangue. Dunque, nei casi seri, non serve imbottirsi di steroli vegetali o integratori. Occorre una cura farmacologica con le seguenti medicine:

  • Le statine (riducono la sintesi epatica del colesterolo);
  • L’ezetimibe (limita l’assorbimento del colesterolo);
  • Farmaci monoclonali (per pazienti gravi).

Allora, forse la domanda giusta da porsi sarebbe: gli steroli vegetali e gli integratori sono in grado di ridurre completamente l’assorbimento di colesterolo? È ormai diffusa la convinzione comune che lo siano. Ma la risposta è chiara: no.

Non solo come ha dimostrato il test del Salvagente in alcuni casi gli integratori alimentari non si disaggregano nei tempi previsti dalla farmacopea europea.