Filtri UV: perché la presenza di octocrylene nei solari rischia di comprometterne la sicurezza

OCTORYLENE SOLARI FILTRI UV

Non è tanto l’octocrylene a rappresentare un pericolo ma le impurità che porta con sè e la sua degradazione in benzofenone, una sostanza possibile interferente endocrino e cancerogeno. In Germania le autorità hanno misurato quanta se ne sviluppa nelle creme e negli spray con questo filtro Uv. Ecco quello che hanno trovato

L’octocrylene è uno dei filtri Uv che facilmente si trovano nella lista degli ingredienti delle creme solari. E i lettori del Salvagente saranno abituati a guardarlo con sospetto, non tanto perché questa molecola sia dannosa in se, quanto per le impurità che può veicolare. E quando queste impurità si chiamano benzofenone, sostanza provatamente cancergonea e interferente endocrina, c’è poco da discutere. Non è un caso che in paesi come la Germania l’intenzioni delle industrie sia quella di non includere più nella formulazione dei solari (e di altri cosmetici) l’octocrylene.

Sempre dalla Germania, però, gli Uffici di esame chimico e veterinario (CVUA) a Stoccarda, Karlsruhe, Friburgo e Sigmaringen si sono presi la briga di testare ben 170 prodotti cosmetici come creme solari, creme per il viso o prodotti per la cura delle labbra con protezione UV.

95 prodotti contenevano octocrylene come filtro UV e hanno per l’appunto mostrato la presenza di benzofenone come impurità o prodotto di degradazione.

Quanto benzofenone nei filtri Uv?

I livelli di benzofenone misurati variavano tra i 5 mg/kg a 5130 mg/kg, con una mediana di 31 mg/kg. Nel 90% dei campioni, il contenuto  era inferiore a 196 mg/kg, il 10% era al di sopra, come si vede nel grafico.

La quantità di benzofenone trovato nei cosmetici con filtro Uv all’octocrylene (Fonte: Cvua)

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La distribuzione percentuale dei campioni in relazione al contenuto di benzofenone li ha divisi in quattro gruppi. Il primo comprende campioni con un contenuto inferiore a 20 mg/kg, che possono provenire dalla materia prima anche se di buona qualità. Il secondo campioni con livelli compresi tra 20 e 50 mg/kg, che devono essere classificati vicino al valore medio. I prodotti con valori di 50-200 mg/kg. Il restante 10% dei campioni è al di sopra del percentile del 90% con livelli superiori a 200 mg/kg. I responsabili veterinari tedeschi hanno richiesto ai produttori di questi cosmetici documenti di sicurezza.

 

E se conservo i solari per la stagione successiva?

Già in passato alcune ricerche scientifiche avevano mostrato come, al passare del tempo di conservazione, l’octocrylene si degradasse progressivamente, aumento la quantità di benzofenone nelle creme.

Anche i chimici tedeschi hanno voluto verificare, riesaminando tutti i campioni per il benzofenone dopo circa sei mesi di conservazione: il risultato è stato che il benzofenone è cresciuto sensibilmente nei cosmetici, come si vede nel grafico.

BENZOFENONE UV
La crescita del benzofenone nelle creme conservate per 6 mesi. (Fonte: Cvua)

Oltre alla possibilità che si formi la molecola pericolosa, le analisi dei funzionari tedeschi mostrano un’altra conseguenza indesiderata per gli amanti della tintarella: spalmarsi una crema con data di scadenza vicina o addirittura scaduta, può comportare una protezione insufficiente. Se l’octocrylene si degrada, infatti, è evidente che non svolga più la sua funzione protettiva.

L’ospite difficile da stanare nell’octocrylene

“I nostri dati non mostrano alcuna correlazione tra il contenuto di octocrylene e benzofenone“, spiegano i funzionari tedeschi. E aggiungono: “Sia le creme liquide che gli spray con diversi livelli di alcol possono contenere alti livelli di benzofenone.

Per il consumatore, dunque, è impossibile scegliere un cosmetico che abbia basse quantità di questo contaminante, guardando le etichette (sempre che non si scartino tutti i prodotti a base di octocrylene). Lo conferma il Cvua: “La misura in cui la qualità della materia prima octocrylene o la formulazione dei prodotti favorisce la formazione di benzofenone può essere determinata solo da produttori che conoscono le qualità e le formulazioni delle materie prime”.

Di fronte al sospetto che la stabilità dell’octocrilene dipenda dalle singole formulazioni adottate dai produttori sono loro che dovrebbero verificare la stabilità dell’octocrilene nel prodotto finale e mantenere i livelli a livello di tracce, spiegano i funzionari pubblici tedeschi.

La presenza nei cosmetici

Il benzofenone è un filtro UV, ma non è approvato per l’uso nei cosmetici per proteggere la pelle dai raggi UV. Quello che si trova nei solari, dunque, entra nei prodotti per la protezione solare come impurità del filtro UV approvato, l’octocrilene. Secondo il regolamento UE sui cosmetici, l’octocrilene può essere utilizzato nei prodotti cosmetici come filtro UV in concentrazioni fino al 10%. Il comitato scientifico per la sicurezza dei consumatori (SCCS) ha confermato la sicurezza dell’octocrilene in questo settore di applicazione in una dichiarazione lo scorso anno. In questa dichiarazione, il SCCS continua a chiedere che i livelli di benzofenone siano monitorati e mantenuti a livelli di traccia. Sul mercato sono disponibili materie prime in octocrylene con un contenuto massimo di benzofenone di 200 mg/kg; ad una concentrazione di applicazione del 10%, ciò si traduce in un contenuto di benzofenone di 20 mg/kg nel prodotto finale. Esattamente quello più basso misurato sul 37% dei campioni analizzati in Germania.

Perché è pericoloso

Nella sua dichiarazione dell’11 giugno 2020, il Comitato per la valutazione dei rischi (RAC) dell’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) raccomanda di classificare il benzofenone come cancerogeno di categoria 1B sulla base dei dati disponibili. L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), del resto, lo ha classificato come possibile cancerogeno per l’uomo (Gruppo 2B). È ancora in discussione una classificazione armonizzata come sostanza potenzialmente cancerogena ai sensi del regolamento (CE) n. 1272/2008: se venisse deginto come cancerogeno, sarebbe bandito dai prodotti cosmetici tranne che a livelli tecnicamente inevitabili.