Grano e pasta contaminate da senape: scatta l’allerta

PASTA GRANO SENAPE

Farina, pasta, pane e tanti altri prodotti ottenuti con grano italiano raccolto quest’anno potrebbero essere “fortemente contaminato” da senape, una sostanza con gravi effetti negli allergici, per il quale c’è l’obbligo di segnalarla in etichetta. Questo però non è avvenuto all’atto del confezionamento dei cibi coinvolti, come risulta anche dalle comunicazioni ufficiali del ministero della Salute (circolare del 10 dicembre 2021). E così nei supermercati italiani è corsa ad avvertire i consumatori della possibile contaminazione.

L’allarme irlandese e le analisi che mancano

La questione emerge tra fine agosto e i primi di settembre quando le autorità di controllo irlandesi che gestiscono i rapporti con il Rasff, il sistema di allerta rapida europea, segnalano “un problema relativo al grano prodotto in paesi dell’emisfero settentrionale ed in particolare al grano prodotto in Italia, raccolto nel 2021, citato come ‘fortemente contaminato‘ dalla senape”.

Si attiva il ministero della Salute italiano che esprime subito una forte preoccupazione: rintracciare le partite di grano/farine contaminate e bloccare i prodotti a scaffale. Con un ostacolo – al momento ancora – insormontabile: non esiste un metodo di analisi accreditato per scoprire la presenza di senape nelle matrici della filiera del frumento. Tuttora il ministero è impegnato per individuare – insieme al’Iss e il Centro di Referenza Nazionale per la rilevazione negli alimenti di sostanze e prodotti che provocano allergie o intolleranze (Crenaria, presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta) – un metodo di analisi accreditato ed efficace.

Nel frattempo con la circolare del 10 dicembre scorso, il ministero ha allertato Regioni, Icqrf, Nas e le associazioni di categoria del settore, comprese quelle della Grande distribuzione, per informare i consumatori finali della possibile contaminazione da senape. Alcune catene di supermercati si sono attivate da giorni segnalando il problema e lo stesso ministero suggerisce ai marchi della pasta di aggiungere sulle confezioni “può contenere tracce di senape” (e sul termine “tracce” si è pure aperta una tenzone leguleia).

Da concime a insetticida naturale: l’uso della senape in campo

Considerato che la contaminazione è nata con molta evidenza in campo, resta una domanda di fondo: ma come ci è finita la senape nel grano? Ci aiuta Roberto Pinton, agronomo ed esperto di coltivazioni bio: “La senape viene utilizzata in agricoltura sia nella concimazione sia come nematocida naturale“. La sua nota “piccante” viene usata come irritante per contrastare la diffusione dei vermi nel terreno. “Molto spesso si semina per depurare un campo da questi organismi nocivi per le colture ma viene anche impiegata nella concimazione e per evitare il consolidamento di altre erbe infestanti”.

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Si capisce bene come – magari durante la trebbiatura e la setacciatura – i chicchi di senape più piccoli di quelli del grano finiscano per contaminare il raccolto del frumento. Nessun problema per chi non è allergico ma una seppur minima, infinitesimale, traccia del noto allergene può rappresentare un grave problema per chi è allergico alla senape.