Cosa accade al nostro organismo dopo aver bevuto una bevanda ghiacciata

BEVANDA GHIACCIATA

L’estate è entrata oramai prepotentemente nelle nostre giornate. Temperature e umidità elevata danno quel senso di afa che ci opprime e ci rende più stanchi. Per molti le bibite fresche, se non addirittura gelate, sono la migliore soluzione per superare le ore più calde della giornata e ricevere un minino di refrigerio. È luogo comune pensare che tanto più freddo ciò che beviamo tanto più saremo soddisfatti sensorialmente e, soprattutto, contrasteremo meglio il calore e il senso di disagio che ci assalgono passeggiando per lo shopping o stando su una spiaggia. Citando il dotto Charlie Brown “Le estati volano sempre… gli inverni camminano!” e se una bevanda fresca può rallentare lo scorrere delle vacanze estive e allontanarne la fine, allora usiamole. Rendendo merito al Manzoni ricordiamoci di farlo comunque con “grande judicio”.

A volte preferisco bere qualcosa di caldo, mi sembra di sudare e di soffrire meno la calura

VERO Questa scelta a prima vista sembra quanto meno azzardata perché di solito applichiamo la filosofia taoista e contrastiamo lo yin con lo yang. Quando il caldo è eccessivo sudiamo ancora di più perché l’evaporazione del sudore ci raffredda e questo permette di mantenere la nostra temperatura corporea costante e fissa. Il principio del cocomero nella sabbia bagnata è calzante, per cui il cocomero lo ritroviamo “rinfrescato” pur stando al sole. Il meccanismo di raffreddamento purtroppo costa in termini di liquidi che a lungo andare si perdono facendoci disidratare e allora occorre ad esempio, bere e reidratarsi rapidamente, anche andare all’ombra riduce il rischio del colpo di sole. Bere almeno un paio di litri di acqua al giorno – dipende dall’età, dalle attività che si fanno – di certo aiuta ma possono servire anche 4 litri di acqua per recuperare la perdita di liquidi. Se non ci reidratiamo possiamo avere delle emicranie, difficoltà a concentrarci, avere una circolazione del sangue difficoltosa per la sua eccessiva viscosità. Scegliere delle bevande troppo fredde e berle in fretta fa arrivare al nostro organismo un segnale sbagliato per compensare questo improvviso raffreddamento a livello intestinale. La nostra naturale difesa è iniziare a produrre del calore con un metabolismo chiamato “termogenetico” che ha il solo scopo di farci diventare una stufetta ed ecco che l’obiettivo di rinfrescarci resiste poco e torneremo a soffrire la calura. Le bevande calde non alterano questo equilibrio termico, ci fanno sudare in maniera costante e ci reidratano. Nei paesi semidesertici è comune vedersi offrire del te caldo, ma non deve essere bollente altrimenti scateniamo una sudorazione più copiosa.

Amo bere una bevanda ghiacciata per sconfiggere il caldo e l’afa

FALSO Una temperatura troppo bassa di una qualsiasi bevanda, compresa l’acqua, provoca una serie di effetti a cascata come ad esempio una minore efficienza degli enzimi gastrici, che sono stati selezionati per funzionare a 37°C. Questo blocco enzimatico non modifica l’acidità dello stomaco che però resta fine a se stessa e di conseguenza la digestione rallenta appesantendo il sistema digestivo. La temperatura molto bassa della bevanda se combinata col berne tanta in pochi secondi interferisce con il nostro intestino e si corre il rischio della congestione digestiva. Il veloce raffreddamento provocato dalla bibita gelata allarma il cervello che richiama il sangue dall’area addominale per autoproteggersi e mantenere la sua temperatura costante anche a spese dell’addome. Questo shock termico che può essere anche causato dal fare un bagno subito dopo un pranzo, provoca tremori, sudori freddi e dolori di testa con capogiri. La soluzione è stendersi, alzare le gambe in alto e bere piccole quantità di acqua a temperatura ambiente. La famosa emicrania da gelato, che può arrivare anche con bevande troppo fredde, provoca un mal di testa che dura per 10-30 secondi con un dolore molto intenso localizzato spesso all’altezza della fronte. In Italia ne soffrono il 30% degli adulti ed è più comune in chi soffre di emicrania. La soluzione è bere o mangiare lentamente così da godere della scelta senza però subire questo fastidioso senso di dolore.

Preferisco acqua e limone, una spremuta la mattina e mi reidrato senza problemi

VERO Acqua e limone sono una fonte di liquidi e di Vitamina C utilissima sia per reintegrare le perdite subite con la sudorazione che, vista le proprietà della Vitamina C, che per proteggere la pelle dall’esposizione alla luce solare e acqua e limone aiutano la naturale diuresi che di mattina può essersi impigrita e agisce così da sistema di drenaggio naturale. Sicuramente gli effetti di questa bevanda naturale sono positivi ma acqua e limone non fanno dimagrire, non accelerano il nostro metabolismo, non influenzano le attività epatiche e inoltre non eliminano le tossine dall’organismo in maniera completa. L’acidità dell’estratto di limone puro dovuto al suo contenuto in acido citrico raggiunge il valore di 2-2,5 e se questo valore allo stomaco non crea grossi problemi essendo abituato a valori anche minori di pH, risulta mettere in difficoltà l’esofago che, invece, conosce solo il pH neutro. Lo stesso cavo orale non  trae un diretto giovamento da abbondanti dosi di estratto di limone puro. Se è oramai chiaro che il riflusso esofageo ovvero la risalita dei succhi dallo stomaco può a lungo andare irritare l’esofago dando la sensazione di bruciore, anche l’abuso di spremute di limone puro possono dare gli stessi risultati. In questo caso l’azione irritante anziché dal basso arriva da ciò che scende dal cavo orale. Anche i denti sono molto stressati perché un pH troppo acido ne altera lo smalto esterno. Se parliamo di una spremuta di limone in acqua molti di questi problemi scompaiono, il pH è molto meno acido, il vantaggio di partire con una limonata non troppo acida è quello di indurre a bere e attivare un processo di diuresi che permette di eliminare scarti metabolici, tossine o quanto non è utile o addirittura dannoso che si è accumulato durante la notte.