Scandalo in Francia: “Cadaveri usati nei crash test”

CRASH TEST CADAVERI

Cadaveri usati nei crash test automobilistici e negli esperimenti militari senza il consenso dei familiari delle vittime. Lo scandalo scoppiato in Francia a seguito di un’inchiesta del canale France 2 che ha rilevato come la facoltà di Medicina dell’Università Paris-Descartes ha “venduto” resti umani, donati e utilizzati per il progresso scientifico, a società private senza il consenso dei donatori.

La donazione dei corpi per scopi di ricerca scientifica è legale, ma i donatori, in questo caso, non sono stati informati degli scopi per i quali i cadaveri venivano usati, come ha raccontato la vicepresidente dell’associazione Charnier Descartes, Laurence Dezelée, che ha donato il corpo della madre, morta nel 2015, al centro: “Sembrava tutto molto bello sulla carta, abbiamo detto loro: ‘Sei dovesse servire a qualcosa di nobile lo facciamo.’ Naturalmente, non le è stato detto: ‘Il corpo potrebbe essere usato per i crash test e essere mandato a 150 all’ora contro un muro'”.

“Un corpo 900 euro, 400 euro per una parte anatomica”

Questa situazione è stata confermata a France 2 dal genetista ed ex presidente dell’Università (2007-2011), Axel Kahn: “Le persone che donano il corpo alla scienza non sono consapevoli di farlo nell’ambito di una contrattualizzazione privata, e, di conseguenza, c’è l’inganno, indubbiamente”.

Ma come sono finiti questi corpi nella disponibilità dell’industria automobilistica? Risponde l’inchiesta francese: “Un accordo, legale e unico in Europa, è stato firmato tra l’Università Paris-Descartes e Ceesar (Centro europeo per gli studi sulla sicurezza e l’analisi dei rischi), l’organismo responsabile degli studi di biomeccanica, incaricato dai costruttori. Questa prevede la fornitura dei corpi, al prezzo di ‘900 euro per un soggetto, 400 per una parte anatomica‘”.

Le case automobilistiche non sono le uniche ad aver utilizzato i corpi, visto che sarebbero stati usati anche in esperimenti militari, come ha conferma Olivier Gagey, Presidente del Consiglio Scientifico del Ceesar, a France 2.

Il Centro di donazione dei corpi dell’Università di Medicina di Paris-Descartes è stato chiuso nel 2019 e si appresta a riaprire: con quali garanzie per i donatori? si interroga ora la Francia.