Cibi fortificati, alimenti funzionali, integratori… Consigli per l’uso

INTEGRATORI

Tutto tende a evolversi nel tempo e del resto questo è il motore che ci ha condotto dalle caverne di roccia alle attuali caverne fatte di connessioni virtuali, reti, smartphone etc. Gli alimenti non fanno eccezione a questa regola e da una funzione solo di portatori di calorie, siamo passati a una funzione sociale: l’occasione di dimostrarci “animali sociali”. Ci basta pensare a quanto è mancata l’aperisera, la cena fuori con gli amici, i grandi cenoni etc. in questi momenti nei quali abbiamo dovuto accettare e mantenere il distanziamento sociale. Negli ultimi decenni gli alimenti si sono fatti carico sempre di più di una funzione salutistica e preventiva che, per fortuna, oggi è ben chiara a tanti di noi. Esiste una nuova categoria di alimenti, quelli funzionali, che sono un ponte fra tutto quello che è convenzionale e i noti integratori alimentari. Proviamo a raccontarli.

Alimento funzionale, nutraceutico o integratore alimentare per me sono equivalenti fra loro

FALSO Volendo, con una semplice immagine, chiarire la differenza fra gli alimenti funzionali e integratori o nutraceutici, possiamo dire che i primi si mangiano sempre usando coltello, forchetta e piatto mentre nel caso degli integratori o dei nutraceutici può talvolta essere sufficiente avere a disposizione un semplice bicchiere d’acqua. In altre parole, l’alimento funzionale si presenta come siamo abituati da sempre a osservare un alimento, per cui può essere tagliato, cotto, spalmato, impiattato o bevuto. Nel caso degli integratori, questi si presentano sotto la cosiddetta “forma farmaceutica” ovvero li troviamo come compresse, pillole, capsule etc. La differenza degli alimenti funzionali rispetto a quelli tradizionali è di fornire un effetto benefico sulle funzioni dell’organismo, al di là di dare proteine, carboidrati e lipidi, in un modo misurabile ed evidente allo scopo di migliorare lo stato di salute e benessere e/o per ridurre il rischio di malattia. Il consumo di un alimento funzionale fornisce dei vantaggi che l’alimento tradizionale non può dare, per la quantità limitata che ne contiene o proprio per la sua impossibilità di avere determinati molecole utili.

Compro spesso alimenti “funzionali” per avere diversi vantaggi per la mia salute

VERO Funzionalizzare un alimento è come arricchire una autovettura di serie con uno o più optional che altrimenti non avremmo avuto nella versione base. Questo permette di parlare di un alimento funzionale se mangiamo, ad esempio, uno yogurt arricchito con fitosteroli che sono utili per vari motivi, ma che non sono presenti naturalmente nel latte. Un alimento funzionale può esserlo anche se arricchiamo un prodotto classico con delle fibre rispetto al valore già presente per aiutare ancora di più l’intestino a funzionare. Lo stesso olio di semi, che per come viene prodotto non contiene altro che grassi, può essere funzionalizzato con la vitamina E come antiossidante oppure si può arricchire il riso con della vitamina A per contrastare la cecità specie dei paesi più poveri. Diventa alimento funzionale anche un formaggio “light” o un latte scremato perché eliminiamo le calorie in eccesso dovute ai grassi. In questo caso si riduce un componente, i grassi, che aumenta il rischio ad esempio di malattie cardiovascolare, e l’alimento si trasforma in funzionale. Ci sono anche gli alimenti arricchiti o fortificati che posseggono naturalmente basse quantità di ingredienti protettivi ma aggiunti dall’uomo, come accade al sale iodato nato per proteggere la nostra tiroide, oppure come accade nei cereali per la colazione fortificati da vitamine che vanno a integrare una dieta magari povera di altri alimenti come frutta o verdure.

Gli alimenti funzionali mi creano meno problemi per assumere dei principi salutistici

VERO Esistono degli alimenti funzionali definiti “convenzionali” come ad esempio l’olio extravergine di oliva che grazie ai suoi polifenoli e alle vitamine di cui è ricco di partenza, risulta essere benefico per la salute e può ridurre i rischi di alcune patologie. Altri alimenti sono funzionalizzati ad hoc e richiedono degli specifici processi di trasformazione che permettono di arricchire  uno o più ingredienti senza stravolgere ad esempio il profilo sensoriale di un alimento. Un prodotto reso più salutistico, ad esempio sgrassandolo o aggiungendo uno specifico composto, non può essere troppo diverso da un alimento convenzionale che conosciamo e che mettiamo in tavola da sempre. Tentativi di creare nuovi alimenti arricchiti falliscono miseramente se ad esempio il colore, il sapore o il comportamento alla cottura li rende poco apprezzabili. Ad esempio, un cornetto funzionale che non cuoce bene al forno oppure che ha un colore troppo differente dagli altri non avrà mai il gradimento dei consumatori e sarà perfettamente inutile. Uno yogurt con fibre e frutta è assolutamente accettabile, un po’ meno se queste vengono dai legumi e forniscono un sapore decisamente estraneo allo yogurt. Gli integratori e i nutraceutici non soffrono di questa criticità, ma la loro forte somiglianza ai “farmaci” come forma, colore, etc. li rende differenti da un alimento funzionale dal punto di vista della loro accettabilità e possono essere poco accettabili.

Gli alimenti funzionali sono sempre vantaggiosi rispetto a consumare integratori e nutraceutici

FALSO In una scala immaginaria, il gradino degli alimenti funzionali rappresenta un passo avanti rispetto ai convenzionali per rendere una dieta più equilibrata e completa per i micronutrienti o le vitamine. Gli alimenti funzionali hanno come svantaggio, rispetto agli integratori sotto forma farmaceutica (pillole, capsule o altro), di introdurre la componente dei vari macronutrienti. Questo significa che con le vitamine, i microelementi o gli antiossidanti utili per stare meglio, introduciamo anche grassi, zuccheri e proteine. Quindi dal punto di vista calorico il loro utilizzo non è indolore e va tenuto conto del loro consumo giornaliero. Se consumiamo uno yogurt per introdurre più fibre, non dimentichiamo di sommare anche le calorie che lo accompagnano. Questo svantaggio rappresenta anche un modo indiretto di difenderci dall’abuso dei vari principi funzionali. Gli integratori in forma farmaceutica, seppure non forniscano le calorie o i macronutrienti di accompagnamento,  possono indurre degli abusi. Questo perché per molti la posologia dell’integratore è considerata solo suggerita e qualcuno pensa che “più ne introduco, maggiore è l’effetto benefico” dimenticando che anche troppa vitamina C può provocare dei problemi. Difficile abusare di una vitamina dovendo bere un litro di latte, è più semplice raddoppiare una capsula pensando in modo errato che “naturale equivale a innocuo”.