Stop agli spot sul sigillo convenienza, Altroconsumo replica

ALTROCONSUMO

Lo scorso 22 gennaio abbiamo pubblicato un articolo sulla pronuncia del giurì di disciplina pubblicitaria su alcune pubblicità che riportavano i sigilli di Altroconsumo. Ora ci scrivono gli avvocati Paolo Martinello e Marco Stucchi e pubblichiamo integralmente la loro rettifica.

 

Egregio Direttore, Spett. Editore,

vi inviamo la presente a nome e per contro di Altroconsumo Edizioni srl, la quale ai sensi dell’att.8 della Legge sulla Stampa, chiede l’immediata pubblicazione della seguente rettifica dell’articolo “Lo Iap ordina lo stop per gli spot dei discount approvati da Altroconsumo” pubblicato sul sito Il Salvagente.it.:

“Il titolo dell’articolo — secondo il quale lo IAP avrebbe ordinato la cessazione degli spot “approvati da Altroconsumo” — è fuorviante e lesivo dell’immagine di Altroconsumo.

Altrettanto scorretta e contraria al vero è l’affermazione che lo IAP avrebbe chiesto di rimuovere i claims “Approvato da Altroconsumo come discount Salva prezzo in Italia. Aldi, vivi meglio quando spendi meno”, “Oggi Altroconsumo riconosce la nostra insegna (Penny Market) come discount salva prezzo in Italia. Se cerchi i prezzi bassi ogni giorno li trovi da Penny. Approvato da Altroconsumo ad ottobre 2020 come discount Salva prezzo in Italia, prodotti più economici” e “Discount salva prezzo in Italia”,

Il Giurì ha infatti integralmente respinto, ritenendole infondate, le accuse mosse da Lidl al metodo utilizzato da Altroconsumo nell'”Indagine Supermercati e Discount” 2020 e alla attribuzione dei “sigilli” alle insegne risultate più convenienti, affermando che:

i) il “sigillo” contraddistingue un servizio che Altroconsumo offre a mercato, in esito alle indagini svolte in maniera indipendente (essendo il “sigillo” offerto in licenza ai primi classificati successivamente alla formazione delle classifiche) e seguendo un procedimento scientificamente accettabile per la rilevazione dei dati e loro pesatura;

ii) gli inserzionisti possono lecitamente comunicare al pubblico il loro posizionamento al primo posto nella classifica dei prezzi bassi stilata da Altroconsumo, con riferimento al paniere “tutti i prodotti” (per quanto riguarda Aldi) e al paniere “prodotti più economici” (per quanto riguarda Penny Market);

iii) è incontestabile che ad Altroconsumo, che realizza ed assume la paternità di tali indagini, sia riconosciuta elevata reputazione e serietà.

Il Giurì — come peraltro affermato anche nell’articolo — si è limitato a dichiarare contrari al Codice di Autodisciplina “la rappresentazione del carrello della spesa con prodotti freschi e freschissimi sfusi” e il claim “abbiamo i prodotti più economici” contenuti in alcuni spot di due operatori della GDO, che sono estranei ai sigilli di Altroconsumo”.

 

Ringraziamo della replica i due avvocati. Non ci sembra però che le precisazioni  aggiungano o tolgano molto al nostro articolo, né tantomeno al nostro titolo, visto che gli spot (oltre che i volantini e i riferimenti sui siti internet) sono stati indubitabilmente censurati dallo Iap.