Etichettatura, colpo della Corte Ue all’origine del latte: “Se non legata alla qualità è nulla”

origine latte

L’indicazione dell’origine del latte in etichetta, obbligatoria in Francia ma anche in Italia e in altrei 6 paesi europei, deve essere motivata dalla qualità del prodotto altrimenti rischia di far prevalere le normative nazionali su quelle comunitarie e quindi, entrando in contrasto, sarebbe nulla. La Corte di giustiza Ue ha di fatto accettato il ricorso del colosso lattiero-caseario Lactalis (proprietario di Parmalat) specificando che, se il Regolamento 1169/11 non vieta la possibilità di indicare la provenienza della materia prima ma a determinate condizioni.

Secondo la Corte del Lussemburgo l’obbligo di etichettatura deve rispettare una serie di requisiti: in primis, “l’esistenza di un nesso oggettivo tra talune qualità del prodotto e la sua provenienza” e poi si deve dimostrare che la maggior parte dei consumatori attribuisce una valenza fondamentale a questo tipo di informazione.

Se da un punto di vista giuridico il pronunciamento della Corte Ue ha rinviato la decisione di merito al giudice francese – che aveva chiesto lumi al Consiglio di Stato e quest’ultimo aveva investito la CgUe – il quale dovrà esprimersi, da un punto di vista politica si tratta di un duro colpo alla trasparenza dell’etichetta. Nessuno ha mai sostenuto che l’origine di un alimento sia sinonimo di qualità ma un’informazione aggiuntiva che può aiutare il consumatore nella scelta.