Ma dove vai se lo Spid non ce l’hai?

Nel numero in edicola del Salvagente la guida pratica allp Spid e il confronto tra i fornitori per scegliere quale è la proposta più conveniente. Scarica il numero qui

Da “cittadini” a “cittadini digitali”. Il percorso è iniziato già da qualche anno e i frutti cominciano a vedersi: l’accesso ai servizi della pubblica amministrazione avviene sempre più attraverso il web e i nostri smartphone e pc sono diventati strumenti necessari per esercitare i nostri diritti e doveri di cittadini. Ma cosa significa esattamente? Come stanno cambiando le nostre abitudini e il nostro rapporto con gli uffici pubblici?
La richiesta di un documento, il pagamento di una tassa o di un bollettino postale in passato hanno messo a dura prova la nostra pazienza: uffici affollati, file interminabili, indicazioni a volte carenti o poco chiare… Insomma, un dialogo complicato con lo Stato che ha spesso penalizzato il cittadino rendendogli difficile compiere molti adempimenti burocratici.
Poi la rivoluzione tecnologica ha promesso di cambiare le carte in tavola.
Oggi le tecnologie digitali ci permettono di interagire con lo Stato on line su più versanti, con grande risparmio di tempo e costi e vantaggi in termini di efficienza, trasparenza e certezza. Certo, c’è ancora molto da fare, ma il processo è partito ed è irreversibile. Ad esempio, attraverso la piattaforma per i pagamenti digitali pagoPA possiamo pagare on line i servizi della pubblica amministrazione in modo rapido, sicuro e trasparente: così, in pochi clic possiamo saldare una multa o il bollo auto, tasse e tributi. E anche se ancora non tutte le pubbliche amministrazioni hanno aderito al sistema, il tempo stringe: entro il 30 giugno 2020 (salvo proroga, come già avvenuto in passato) tutti i pagamenti in favore delle pubbliche amministrazioni dovranno transitare su pagoPA.

La parabola della Pec

È trascorso più di un decennio, invece, dall’introduzione della Posta elettronica certificata (Pec), obbligatoria per aziende, pubbliche amministrazioni e professionisti, ma sempre più utilizzata anche da privati cittadini. La Pec, come sappiamo, è un’alternativa alla raccomandata A/R, dato che ha lo stesso valore legale, ma con il vantaggio di permettere l’invio della comunicazione dal proprio dispositivo, senza andare fisicamente all’ufficio postale. Quanto ai costi per una casella Pec si possono spendere meno di una decina di euro all’anno, con la possibilità di mandare un numero illimitato di messaggi. Un bel vantaggio rispetto alle raccomandate, non c’è che dire.

Dalla Cie alla Spid

Sempre più cittadini, poi, sono dotati della Cie, ovvero la Carta d’identità elettronica, chiamata a sostituire la versione cartacea del documento.
E poi c’è Spid. Chi non ne ha sentito parlare? La sigla è l’acronimo di Sistema pubblico di identità digitale, ed è la chiave di accesso a tutti i servizi on line della pubblica amministrazione tramite un’unica Identità Digitale (username e password) utilizzabile da computer, tablet e smartphone. Tramite Spid, ad esempio, si può accedere ai servizi online dell’Inps e dell’Agenzia delle Entrate, si può procedere all’iscrizione on line a scuola, accedere al “cassetto digitale” delle imprese, realizzato da InfoCamere per conto delle Camere di Commercio, richiedere il Reddito di cittadinanza, e così via.

Chi può ottenere lo Spid

Possono richiedere Spid i cittadini italiani e gli stranieri dotati di permesso di soggiorno, maggiorenni, residenti in Italia e le imprese.

I documenti necessari

Per ottenere le credenziali Spid occorre essere in possesso di alcuni documenti da allegare all’atto della compilazione del form di richiesta. Vediamo quali.
Per i residenti in Italia:
un indirizzo e-mail;
il proprio numero di telefono del cellulare;
un documento di identità valido (carta di identità, passaporto, patente o permesso di soggiorno);
la tessera sanitaria con il codice fiscale.
Per i residenti all’estero:
un indirizzo e-mail;
il proprio numero di telefono del cellulare;
un documento di identità italiano valido (carta di identità, passaporto o patente);
il codice fiscale.

La registrazione sul sito dell’Identity provider

Per ottenere Spid è necessario rivolgersi a uno degli “Identity provider” (fornitore di identità digitale) accreditati da AgID, l’Agenzia per l’Italia digitale. Ad oggi, sono 9: Aruba, Infocert, In.Te.S.A. (Gruppo Ibm), Lepida, PosteItaliane (PosteID), SielteID, Telecom Italia Trust Technologies, Namirial, Register.it.
Una volta scelto l’Identity provider, si procede in due fasi:
Compilazione di un modulo on line con i propri dati personali: dati anagrafici; documento di identità e codice fiscale (scansione fronte/retro); numero di telefono del cellulare e e-mail che si usa abitualmente (per verificare numero e e-mail verranno inviati dei codici OTP – One Time Password, ovvero una password temporanea che si usa solo 1 volta – che dovranno essere inseriti negli appositi campi del modulo per confermare l’associazione del cellulare e della casella di posta elettronica all’identità. Al termine della compilazione un’e-mail di conferma comunicherà il codice della pratica che servirà per concludere la seconda fase del processo.
Riconoscimento di persona o via webcam, oppure tramite firma digitale o carta d’identità elettronica (CIE) o carta nazionale dei servizi (CNS). I costi del servizio variano a seconda dell’Identity provider e della modalità di richiesta Spid scelta dall’utente (in particolare, il riconoscimento via webcam o a domicilio potrebbe essere a pagamento).

I livelli di sicurezza

L’identità Spid è costituita da credenziali con caratteristiche differenti in base al livello di sicurezza richiesto per l’accesso al servizio. Esistono tre livelli di identità Spid, ognuno dei quali corrisponde a un diverso livello di sicurezza.
Il primo livello permette di accedere ai servizi on line attraverso un nome utente e una password (di almeno 8 caratteri, da rinnovarsi ogni 180 giorni) scelti dall’utente. Garantisce con un buon grado di affidabilità l’identità accertata nel corso dell’attività di autenticazione ma non esclude del tutto un utilizzo indebito dell’identità digitale. Si utilizza per i servizi informativi.
Il secondo livello – necessario per servizi che richiedono un grado di sicurezza maggiore, come per quelli che comprendono delle operazioni dispositive – permette l’accesso attraverso un nome utente e una password scelti dall’utente, più la generazione di un codice temporaneo di accesso OTP (one time password), che potrebbe essere fornito anche tramite un’applicazione sul cellulare. Garantisce con un alto grado di affidabilità l’identità accertata nel corso dell’attività di autenticazione.
Il terzo livello, oltre al nome utente e la password, richiede un supporto fisico (ad esempio una smart card) per l’identificazione. Garantisce con un altissimo grado di affidabilità l’identità accertata nel corso dell’attività di autenticazione. È il livello di garanzia più elevato da associare ai servizi più delicati, da proteggere assolutamente da eventuali abusi di identità.

Quanto costa

Per i cittadini, Spid è gratuito per almeno due anni, trascorsi i quali il servizio potrà essere a pagamento (ma non è chiaro quanto costerà il rinnovo dato che nessun sito degli Identity Provider riporta questa indicazione). Per le imprese invece il costo è di circa 30-35 euro e varia a seconda dell’Identity Provider al quale ci si rivolge. Inoltre, gli Identity Provider possono far pagare i servizi aggiuntivi (come il riconoscimento via webcam o quello a domicilio offerto da PosteID). Per le pubbliche amministrazioni Spid è gratuito e lo sarà sempre.

Come usarlo

Con le credenziali Spid si può accedere ai servizi on line offerti dalle pubbliche amministrazioni e dei soggetti privati aderenti al sistema. Basterà selezionare il tasto “Entra con SPID” all’interno del sito, scegliere come gestore il proprio Identity provider, inserire le proprie credenziali ed eventualmente il codice temporaneo OTP se richiesto dal livello di sicurezza del servizio a cui si vuole accedere.

Dove usarlo

Attualmente il cittadino può utilizzare Spid per accedere ai servizi di oltre 4.000 amministrazioni. Alcuni sono nazionali, come quelli Inps (relativi ad esempio a pensione, disoccupazione, iscrizione lavoratori domestici), Agenzia delle Entrate (pagamento tasse, modello 730 precompilato, cassetto fiscale, consultazione cud, Certificazione Unica, ecc.), Inail, per richiedere la Carta del Docente e i Bonus Cultura e Mamma domani.
Altri servizi sono invece disponibili solo per i cittadini di alcune regioni e città, e riguardano, ad esempio, la richiesta di certificati anagrafici online dal sito del comune, il pagamento della Tasi, delle multe, ICI, Imu, servizi SUAP (Sportello Unico delle Attività Produttive), servizi relativi alla Sanità (prescrizioni mediche, accesso al fascicolo sanitario elettronico, cambio medico online, ritiro referti online). L’elenco completo si trova sul sito www.spid.gov.it/servizi.