Granarolo: sui farmaci nel latte serve l’impegno di tutti

“Apprezziamo il lavoro fatto dai professori e dai ricercatori dell’Università Federico II che pone sotto i riflettori un tema fondamentale come l’antibiotico resistenza, siamo disponibili a condividere con loro il lavoro fatto a beneficio di altri e a lavorare in sinergia per andare ancora oltre”. Così Gianpiero Calzolari, Presidente Granarolo, ha commentato i risultati del nostro test di laboratorio su 21 campioni di latte fresco e Uht che ha rilevato tracce di farmaci  in più della metà dei prodotti. Tra le 21 confezioni che abbiamo portato in laboratorio compaiono, tra gli altri, anche due prodotti Granarolo.

“In nessun campione di latte prodotto da Granarolo è stata rilevata la presenza di antibiotici – spiega l’azienda nel comunicato stampa diffuso oggi – Su un campione è stata rilevata la presenza di un antifiammatorio, ammesso e peraltro abbondantemente al di sotto di tutti i parametri di legge, come precisato anche da Il Salvagente stesso”.

L’azienda prosegue: “Laboratori di accettazione fanno puntuali verifiche sul latte in entrata (oltre 2.000.000 di controlli/anno) e un latte antibiotato mai potrebbe essere scaricato dalle cisterne e trasformato negli stabilimenti Granarolo. Lo sanno bene gli allevatori Granlatte, la cooperativa di allevatori che controlla Granarolo e fornisce il latte. Granlatte è la più importante filiera italiana del latte direttamente partecipata da produttori associati in forma cooperativa e riunisce circa 600 allevatori produttori di latte in 12 regioni italiane che perseguono nel loro lavoro il benessere animale, impegnati nel produrre un latte sicuro ben al di là di quanto richiesto dalla legge in termini di parametri di sicurezza.

Infatti tutti gli allevamenti della filiera – latte Alta Qualità, Biologico e Standard –  sono certificati sul benessere animale (certificazione sul Benessere Animale in allevamento CSQA DTP122 n. 53024 del 12/01/2018). Animali che stanno bene e non hanno bisogno di essere trattati con i farmaci possono infatti produrre un latte di qualità più elevata, più gustoso al palato e più sicuro per il consumatore, garantendo anche all’allevatore una maggiore reddittività.

Nella convinzione che il benessere animale sia presupposto imprescindibile per essere in filiera Granlatte, per il 2020 Granarolo ha chiesto ai propri allevatori di poter rilevare un valore ulteriormente migliorativo e comunque uguale o superiore ai 70/100 sul benessere animale su tutte le stalle della filiera. Il Gruppo Granlatte Granarolo ha attivato, inoltre, un costante piano formativo orientato alle allevatrici e agli allevatori della filiera con le Università coinvolte sul progetto, Università di Milano, Università di Bologna e Università di Bari e un piano di verifiche in sinergia con i veterinari aziendali.

La Carta del Latte Granlatte Granarolo impegna allevatori e veterinari alla produzione di prodotti lattiero-caseari di qualità nel pieno rispetto della sostenibilità ambientale, economica e sociale dei propri conferenti, del benessere degli animali allevati e della sicurezza alimentare dei propri prodotti. A tal riguardo a un consumatore giustamente sempre più attento al tema dell’antibiotico-resistenza il Gruppo Granlatte Granarolo oggi può garantire che il latte di filiera è un latte totalmente sicuro e di qualità”.