Per detrarre la piscina di mio figlio pago con il mio bancomat o mio marito col suo?

Caro Salvagente,

ho letto che per poter detrarre la spesa della piscina di mio figlio devo pagare con il bancomat. Io e mio marito siamo in sepazione di beni e portiamo in detrazioni le spese dei nostri figli al 50%. La domanda è: devo pagare io con il mio bancomat oppure mio marito con il suo?

Antonella S., Roma

Cara Antonella la legge di Bilancio 2020 ha stabilito (comma 679 dell’articolo 1 della legge n. 160/2019) che per detrarre al 19% una serie di spese nel prossimo 730, a partire dal 1° gennaio 2020, i pagamenti di alcune prestazioni dovranno essere effettuate con strumenti tracciabili, cioè con bancomat, carta di credito o carte prepagate, assegni bancari e assegni circolari, bonifico bancario o postale. Qui abbiamo fatto l’elenco completo delle spese da pagare con mezzi tracciabili e quali ancora possono anche essere pagate in contanti.

Per quanto riguarda il quesito della nostra lettrice e più in generale  per usufruire della detrazione al 19% dell’Irpef per le spese legate all’attività sportiva dei ragazzi tra i 5 e i 18 anni oltre a ricordare che c’è l’obbligo di pagarle con moneta elettronica, assegno o bonifico bisogna anche rispettare altre condizioni.

Innanzitutto se il documento fiscale – la ricevuta, fattura – della piscina è intestata a un genitore, per poterlo portare in detrazione, deve pagare il genitore intestatario con il suo bancomat (o assegno, carta di credito, bonifico).

Se invece la ricevuta della palestra o piscina è intestata al minore può portarlo in detrazione uno dei due genitori a patto che, per rispondere al quesito, chi lo porta in detrazione paghi col suo bancomat (o assegno, carta di credito, bonifico) ovvero che la traccia del pagamento porti al suo conto corrente.

Fino all’anno passato non essendoci obbligo di tracciabilità la spesa poteva essere detratta al 50% in modo “automatico” tra i due coniugi.