Cibi pericolosi, gli allarmi arrivano anche dal made in Italy

“Dai nostri risultati sono evidenti le maggiori garanzie di sicurezza dei prodotti nazionali mentre i pericoli vengono soprattutto dalle importazioni”. L’affermazione è della Coldiretti e contenuta in nota stampa diffusa dalla più grande organizzazione di produttori agricoli nella quale veniva pubblicata la black list dei cibi più pericolosi, provenienti dall’estero, Ue ed extra Ue, segnalati dall’Italia nei primi 9 mesi del 2019 sul Rasff, il sistema di allerta Rapido dell’Unione europea.

E così abbiamo scoperto che sul totale di 232 allarmi segnalati dall’Italia su alimenti esteri “124 provenivano da altri Paesi dell’Unione Europea (44%) e 108 da Paesi extracomunitari (39%)” e “sul podio dei paesi da cui arrivano in Italia il maggior numero di prodotti rischiosi al primo posto emerge la Spagna con 54 notifiche, riguardanti principalmente la presenza di mercurio nel pesce, seguita dalla Cina con 28 segnalazioni, soprattutto per migrazione di metalli nei materiali a contatto con alimenti e dalla Turchia con 22 avvisi, maggiormente per aflatossine nella frutta in guscio”.

Ma quanti sono i cibi made in Italy oggetto di allerta alimentari da parte dei paesi europei? Nei primi 9 mesi del 2019 il Salvagente ne ha contati 117 e di questi ci sono anche prodotti italiani controllati e “denunciati” dalle stesse autorità nazionali (44 su 117) ma la stragrande maggioranza si tratta di prodotti tricolore fermati da altri paesi comunitari (77 notifiche su 117) a seguito di analisi.

È vero le notifiche italiane sono quasi il doppio di quelle estere sui prodotti made in Italy ma questo non può, come consumatori, bastare a consolarci.

Le principali irregolarità sui prodotti italiani, sopratutto carni, sono state segnalati dall’Austria (11 notifiche al Rasff nei primi nove mesi dell’anno), dalla Francia (9 allerta di cui 5 che riguardano formaggi, gorgonzola e mozzorella in primis) e Spagna (8 cibi made in Italy risultati positivi ai controlli).

Da segnalare che l’8 marzo la Danimarca ha notificato (e bloccato) una partita di fagioli neri in scatola a seguito del ritrovamento di un topo morto. Insomma in fatto di controlli c’è da dire… W l’Europa!