Glifosato, nuove accuse: anche a basse dosi può provocare il cancro al seno

Uno studio recentemente pubblicato aggiunge ulteriori elementi alla sempre crescente serie di prove a sostegno del potenziale cancerogeno del glifosato, il principio attivo di numerosi diserbanti come il RoundUp. Il nuovo studio mostra che una bassissima concentrazione di glifosato può innescare il cancro al seno se combinato con un altro fattore di rischio.

L’indagine è stata condotta da un team collaborativo di scienziati della Purdue University in Indiana, Usa e dell’Institut National de la Santé et de la Recherche Médicale (Inserm) / Institut de Cancérologie de L’Ouest (Ico) a Nantes, in Francia.

Nello studio, gli scienziati hanno esposto le cellule del seno umane non cancerose al glifosato in vitro per un periodo di 21 giorni. Le cellule sono state quindi collocate nei topi per valutare la formazione del tumore. Sebbene le cellule esposte al solo glifosato non abbiano indotto la crescita tumorale, i tumori cancerosi si sono sviluppati dopo che il glifosato è stato combinato con un tipo di molecola regolatrice genica presente in tutti gli esseri umani.

Lo studio ha dimostrato che l’esposizione al glifosato ha portato a una marcata riduzione dei livelli di un tag molecolare sul Dna noto come metilazione. Inoltre, gli autori dello studio hanno rivelato il meccanismo con cui ciò avviene. Il glifosato ha indotto un aumento di diverse volte di una proteina chiamata TET3, che è nota per rimuovere i tag di metilazione dal Dna. Quando i tag di metilazione vengono rimossi, il gene può essere riattivato. Tali cambiamenti nella funzione genica causati da alterazioni nel profilo dei tag di metilazione del Dna sono noti per essere un fattore che contribuisce alla formazione del cancro (carcinogenesi).

Un aspetto preoccupante di questo studio è che questa bassissima concentrazione di glifosato ha determinato la maggiore espressione del gene TET3 e l’alterazione su larga scala nel profilo dei tag di metilazione del Dna nelle cellule del seno.

Il dott. Michael Antoniou del King’s College di Londra, uno dei revisori dei pari dello studio, ha commentato: “Queste osservazioni evidenziano per la prima volta un possibile biomarcatore dell’attività del glifosato a livello di espressione genica che potrebbe essere collegato alla formazione del cancro al seno”.